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Category Archives: News UB

Corso Professionale “Le buone prassi igieniche nella fabbricazione della Birra” Bologna, 27 settembre 2017

Tornano le giornate di formazione e aggiornamento professionale dedicate ai birrai, con un tema centrale nella produzione di birra di elevata qualità.

Il Corso, che si svolgerà a Bologna il 27 settembre 2017, avrà come titolo

“Le buone prassi igieniche nella fabbricazione della Birra”

Obiettivi formativi: fornire le conoscenze sui rischi igienico-sanitario connessi alla produzione della birra al fine di poterli minimizzare;
fornire i principi su cui si basano la detergenza e la disinfezione di ambienti e impianti.

Sintesi del programma:
L’importanza della sanificazione nella produzione della birra. Conoscenze base di microbiologia.
I batteri alterativi della birra.
I Requisiti dell’acqua utilizzata.
Criteri di scelta di detergenti e disinfettanti.
Procedure di sanificazione e valutazione della loro efficacia.

Docente: Prof. Roberto Foschino – Università degli Studi di Milano

Sede del Corso: Ramada Encore Bologna Fiera, Via Ferrarese 164 Bologna

Costo: € 120 birrifici associati Ub, € 150 non soci. La quota comprende materiale didattico, coffee break e pranzo.

Informazioni: info@unionbirrai.com +393316895925

Iscrizioni online QUI
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Delibera del Consiglio Direttivo Unionbirrai del 14/07/2017

Logo Unionbirrai

 

Verbale di riunione del Consiglio Direttivo Unionbirrai del 14/07/2017
In data 14/07/2017 si riunisce il Consiglio Direttivo di Unionbirrai tramite teleconferenza.

Intervengono il Direttore del Consiglio Direttivo Alessio Selvaggio, i Consiglieri Pietro Di Pilato, Vittorio Ferraris, Andrea Signorini, Andrea Soncini e il Direttore Operativo Simone Monetti.

All’Ordine del Giorno : commenti apparsi su social network Facebook su iscrizione del Birrificio Croce di Malto ad Assobirrra – ipotizzato conflitto di interessi del Direttore Alessio Selvaggio.

La riunione inizia alle ore 10,00

Il Direttore Alessio Selvaggio, dichiarando di recepire anticipatamente ogni decisione che venisse presa dal Consiglio Direttivo, si astiene dalla trattazione e abbandona la sessione alle ore 10,05.

I Consiglieri, dopo attento esame della materia in oggetto, deliberano quanto segue:

“Acquisite informazioni in ordine al rapporto tra l’Associato Birrificio Croce di Malto e la associazione Assobirra, ferma ogni prerogativa di maggior istruttoria futura se del caso, si rileva quanto segue:
a) in data 4.4.17 l’Assemblea degli Associati ha deliberato la trasformazione di UB in associazione di categoria, approvandone il nuovo relativo Statuto, dal quale emerge, esattamente, all’art. 5 comma 1 terzo capoverso, che è fatto obbligo agli associati,di <<astenersi>> <<dall’aderire ad altre associazioni portatrici di finalità contrastanti o conflittuali o in tutto o in parte incompatibili con quelle di “UB”>>.
b) stante la composizione associativa, le finalità, l’oggetto e gli altri elementi connotanti acquisiti, Assobirra si configura come associazione rispetto alla quale sussiste detto obbligo di astensione;
c) successivamente alla modifica statutaria citata non risulta che il Birrificio Croce di Malto abbia aderito ad Assobirra
d) in rapporto alla pregressa iscrizione, risulta che il Birrificio Croce di Malto, il giorno stesso successivo rispetto alla trasformazione di UB e cennata approvazione del nuovo assetto statutario, ovvero il 5.4.17, abbia trasmesso comunicazione formale tramite mail ad Assobirra sottolineando che <<con la presente manifestiamo la volontà di uscire dall’associazione con effetto immediato>>,
e) E’ infine bene precisare che la detta volontà di recedere da Assobirra risulta in effetti anche essere stata manifestata da Croce di Malto addirittura già in precedenza, a quanto riferito direttamente dall’amministratore di Croce di Malto stesso sig. Federico Casari, in particolare a partire dall’anno associativo 2016, anno rispetto al quale, ed a partire dal quale, infatti, Croce di Malto non ha più pagato la quota associativa in Assobirra

Ciò tutto premesso, all’unanimità dei presenti il Consiglio delibera che non sussiste, nè si configura, violazione alcuna dei doveri associativi a carico del Birrificio Croce di Malto.

In rapporto all’ipotizzata situazione di condizionamento a carico del Direttore AlessioSelvaggio (socio del Birrificio Croce di Malto stesso) derivate dalla precedente iscrizione del Birrificio Croce di Malto ad Assobirra, fermo quanto sopra, si rileva quanto segue:

a) Alessio Selvaggio non riveste né ha mai rivestito cariche in Assobirra.
c) Alessio Selvaggio non ha intrattenuto rapporti contrattuali o svolto attività alcuna per incarico di Assobirra;
d) Alessio Selvaggio non ha mai percepito compenso alcuno da Assobirra:
e) la adesione del Birrificio Croce di Malto ad Assobirra è precedente alla trasformazione di UB in associazione di categoria e, quindi, non si è mai configurato, non si configura nè si può configurare in avvenire, in rapporto alla attuale carica di Direttore rivestita in UB, alla luce del nuovo assetto statutario, elemento alcuno che possa anche solo lontanamente integrare suo impedimento o condizionamento personale;

Ciò tutto premesso, all’unanimità il Consiglio delibera che non sussiste, nè si configura, alcun conflitto di interessi. Stigmatizza le esternazioni sui social di cui in premessa. Invita il Direttore Operativo Simone Monetti a segnalare ogni qualsivoglia analoga esternazione futura, anche prettamente informale, atta a sollevare malanimo o sospetto in rapporto alle descritte situazioni, siccome indirettamente implicante un danno al buon nome di UB. Lo invita altresì a verificare che dal sito Assobirra venga stralciata l’indicazione, tuttora erroneamente figurante, del Birrificio Croce di Malto quale associato, ed a verificare che tutti gli associati ad UB non risultino eventualmente iscritti ad Assobirra, nel qual caso, semmai invitandoli a procedere tempestivamente, qualora non lo avessero ancora fatto, a dar immediato debito recesso da Assobirra stessa”.

La riunione termina alle ore 12,30

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CRAFT BEER ITALY 2017: formazione e aggiornamento per la birra artigianale a Milano

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La Fiera di Norimberga, da più di 50 anni impegnata nell’organizzazione di BrauBeviale, lancerà per la prima volta quest’anno CRAFT BEER ITALY 2017, conferenza e mostra per materie prime, tecnologie e marketing per la birra artigianale. L’appuntamento è il 22 e 23 novembre al Talent Garden Calabiana a Milano.

Unionbirrai collaborerà attivamente al progetto, facendo sentire la voce del mondo italiano della birra artigianale.

CRAFT BEER ITALY si presenta come un evento unico nel panorama italiano, dato che birrifici, distributori e homebrewers sono invitati a visitare – non a esporre – dedicando del tempo al loro aggiornamento: due giornate di seminari e workshop con relatori nazionali e internazionali per l’aggiornamento professionale su tematiche differenti e per diversi livelli di conoscenza, dall’homebrewer fino all’esperto mastro birraio. I contenuti, accessibili in lingua italiana, sono curati dai famosi istituiti di ricerca e formazione Doemens e VLB Berlino. Tutti riceveranno un attestato di partecipazione.

Grazie all’accordo di collaborazione siglato con NürnbergMesse Italia Unionbirrai guiderà i partecipanti alla conferenza alla scoperta del mondo della birra artigianale italiana nel contesto internazionale e metterà a confronto nuove leve con birrifici storici, per raccontare storie di successo. Gli esperti Unionbirrai Beer Tasters faranno poi degustare ai visitatori birre artigianali italiane davvero speciali nell’area „Taste It! Area – non la solita birra”. Qui i birrifici italiani daranno prova ai visitatori nazionali ed internazionali della creatività, che ha reso la birra artigianale italiana un fenomeno studiato in tutto il mondo.

Il programma conferenza in continuo aggiornamento è consultabile qui: http://www.craft-beer-italy.it/conferenza/programma/.

Le informazioni raccolte durante la conferenza non rimarranno comunque solo teoria: accanto ai vari seminari CRAFT BEER ITALY ospita anche una mostra, che consentirà di toccare con mano materie prime, tecnologie e soluzioni di marketing studiate ad hoc per la birra artigianale. Sul sito della manifestazione http://www.craft-beer- italy.it/espositori/lista-espositori/è visionabile la lista degli espositori presenti. Si notano subito nomi di spicco del panorama internazionale, difficili da incontrare altrove in Italia. La specificità dei prodotti proposti consentirà ai birrifici artigianali di trovare soluzioni fatte su misura per la propria attività.

Sebbene il programma conferenze non sia ancora completo, già fin da ora CRAFT BEER ITALY si preannuncia un appuntamento unico, non solo perché fotografa un settore in grande fermento, ma anche perché fornisce ai birrifici di oggi e di domani gli strumenti per proseguire con successo sulla via dello sviluppo. Chi fosse interessato ad una visita potrà acquistare a breve i biglietti di ingresso direttamente sul sito internet dell’evento.

Per rimanere sempre aggiornati sullo sviluppo della manifestazione suggeriamo di seguire @CraftBeerItaly anche su Facebook e Twitter.

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Indipendenza e Artigianalità: riflessioni sui fatti recenti

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L’annuncio ufficiale di importanti operazioni riguardanti il capitale societario di due tra i più rappresentativi  produttori del comparto artigianale italiano, Toccalmatto e Birrificio del Ducato, ha sollevato molte domande sull’applicabilità dei termini “indipendente” e “produttore di birra artigianale”.

Sebbene differenti nelle modalità, per Toccalmatto ancora da valutare nel dettaglio in quanto l’operazione non è stata formalmente completata, entrambi i casi ci comunicano la scelta di ricorrere a capitali esterni, sotto forma di acquisizione diretta di quote o di scambi inter-societari, per poter garantire la copertura e lo sviluppo degli investimenti degli ultimi anni.

A seguito di queste operazioni, possono i birrifici in questione mantenere lo stato di “piccoli produttori indipendenti” e di conseguenza continuare a definire “artigianale” la birra da loro prodotta?

Il nuovo comma 4bis dell’art. 2 della legge 16 agosto 1962, che sancisce la definizione di birra artigianale, recita:

“…ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, …”

recependo in toto quanto sancito dalla direttiva comunitaria del 1992 (92/83/CEE):

“…si intende per «piccola birreria indipendente» una birreria che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi birreria,…”

Alla luce di questi presupposti di legge, il Birrificio del Ducato, in base allo statuto già depositato e ai criteri e alle condizioni di decisione all’interno del suo Consiglio di Amministrazione (atti pubblici e consultabili), risulta non più legalmente ed economicamente indipendente, tra l’altro rispetto ad un birrificio estero oggettivamente Industriale; perciò, la birra prodotta presso il Birrificio del Ducato non costituisce “birra artigianale”, denominazione legale il cui utilizzo risulta vietato al birrificio stesso (divieto in realtà risalente alla data delle modifiche dell’assetto societario, e quindi dal 9 Dicembre 2016) in tutte le operazioni commerciali, eventi, comunicazioni, pubblicazioni ecc…, pena le conseguenze di cui alla nostra comunicazione del 28 Giugno.

Fatta questa doverosa premessa, preme soprattutto esaminare e prendere coscienza di come questi accadimenti oggi rappresentino un segnale di allarme ed influenzino in modo sostanziale l’andamento del mercato della birra artigianale in Italia.

E’ innegabile che quote di mercato acquisite con grande impegno e sacrificio da parte dei Birrifici Artigianali Italiani stiano ritornando nelle mani di multinazionali della birra.

Pertanto è dovere e compito di Unionbirrai richiamare l’attenzione sugli aspetti salienti che hanno dato origine a questi fenomeni e confermare gli obiettivi che, all’atto della costituzione dell’Associazione, sono stati condivisi e approvati all’unanimità dai soggetti produttori costituenti.
A) Identità: chiarezza e fermezza

La nuova Associazione di categoria Unionbirrai è stata costituita per volontà unanime dei Piccoli Produttori Indipendenti che ne hanno forgiato lo statuto sottoscrivendo un codice etico e condividendo obiettivi precisi per lo sviluppo e la tutela del comparto.

I criteri di produttività artigianale ed indipendenza devono essere difesi costantemente, con assoluta determinazione, combattendo ogni tentativo di prevaricazione e di indebita confusione. E’ nostro compito primario, infatti, tracciare confini e aiutare il consumatore ad essere sempre più avveduto.

La legge sulla birra artigianale, del resto, detta parametri precisi sull’utilizzo dei termini “indipendenza” e “birra artigianale”, ma molti (organizzatori di eventi, rivenditori, mezzi di comunicazione ecc….) paiono dimenticarsene o, addirittura, farne uso volutamente improprio.

Unionbirrai sta presidiando questa situazione con grande attenzione intervenendo su tutti i fronti per garantire stabilità e correttezza; i tavoli di discussione e pianificazione delle azioni necessarie si sono oramai allargati oltre i confini italiani ed europei riunendo le associazioni di categoria di moltissimi Paesi a testimonianza che la sensibilità su queste problematiche è molto diffusa e condivisa.

Diventa quindi fondamentale che, sotto questo punto di vista, tutte le associazioni culturali nazionali prendano maggior coscienza di questo aspetto, e si uniscano nella strategia fondamentale della descritta “chiarezza e fermezza”, evitando di proporre visioni deboli ed edulcorate del fenomeno, oramai evidente, di contrapposizione netta tra Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani ed Industria (comprese, ovviamente, surrettizie articolazioni).

La Birra Artigianale Italiana non deve essere seconda a nessuno e la consapevolezza di questo fatto è il primo tassello della crescita.

B) Semplificazione degli assetti di deposito fiscale e battaglia per agevolazioni fiscali

La redditività delle nostre imprese è anche funzione di assetti organizzativi semplici e funzionali.

Diventa quindi fondamentale mantenere una concentrazione molto elevata nei rapporti con le Istituzioni (Parlamento, ministeri di competenza e organi di verifica e controllo) per continuare a perseguire i seguenti obiettivi:
− semplificazione dei depositi fiscali per i Piccoli Birrifici Indipendenti
− sgravi fiscali (aliquote agevolate) come da Direttive Comunitarie
− normative chiare e applicabili per l’export

Il comparto ha bisogno di un impianto di legge che tratti questi temi in modo univoco secondo le esigenze e le dimensioni del nostro settore di impresa, garantendo a tutti una modalità di lavoro chiara e snella.

C) Analisi effettiva del mercato

Unionbirrai si sta dedicando ad un censimento dei Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani per raccogliere le informazioni economiche e strutturali necessarie per una visione di insieme del mercato. A breve verrà trasmesso un questionario, cui tutti i birrifici sono invitati a rispondere.

Le analisi di queste informazioni ci daranno uno spaccato della effettiva realtà brassicola italiana che potrà guidarci nelle iniziative del futuro, sia di supporto economico che strategico ad un comparto, troppo spesso considerato aprioristicamente florido, ma che da ultimo invece manifesta chiari segnali di debolezza e contraddizione.

D) Continua ricerca della qualità.

L’obiettivo di una produzione brassicola di alta qualità deve essere condiviso da tutti gli associati.
A tal scopo Unionbirrai sta predisponendo organismi consultivi nei quali possano partecipare esponenti di tutti i soggetti della filiera, al fine di creare insieme strategie condivise.

Il primo passo fondamentale consiste nella formazione continua. Già ora, per Unionbirrai, come da statuto, esiste un obbligo formativo annuale minimo. Da Settembre riprenderanno i corsi per i soci produttori.

Preparazione personale, duttilità, fantasia applicativa debbono diventare sempre più la nostra forza affinché la birra artigianale italiana diventi realmente sinonimo di qualità assoluta.
Unionbirrai: indipendenti ma uniti si vince!

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Corretto utilizzo della dicitura “Birra Artigianale”

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Come noto il Parlamento del nostro paese ha approvato quasi un anno fa la Legge 154/2016, che ha introdotto la definizione di prodotto “Birra Artigianale”.

A questo proposito Unionbirrai ritiene quanto mai opportuno che tale definizione sia utilizzata correttamente in tutte le situazioni in cui La Birra Artigianale venga presentata al pubblico, tramite etichettatura, siti internet, comunicazioni di eventi, presentazione a scaffale e altro, a tutela dei Piccoli Produttori Indipendenti di Birra e dei consumatori.

Di seguito riportiamo la comunicazione che, da qui in avanti, invieremo in tutti i casi si rendesse necessario intervenire come Associazione Unionbirrai nel rilevare un uso improprio del termine “Birra Artigianale”

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OGGETTO : Impiego lecito della dicitura “Birra Artigianale” in locandine, sui social network, ed in ogni forma di comunicazione commerciale o rivolta comunque al pubblico

La scrivente associazione Unionbirrai <<ha per scopo il coordinamento, la tutela, la promozione, la salvaguardia e la rappresentanza collettiva dei Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani (PBII)>> (art. 1 comma 4 Statuto), cioè dei piccoli produttori di “birra artigianale”, come definita ai sensi dell’art.2 comma 4 bis L. 16/08/1962, n. 1354 (comma aggiunto dall’art. 35, comma 1, L. 154/16).

L’associazione stessa <<è organismo di tutela di categoria nei rapporti con le istituzioni pubbliche e private, nelle iniziative giudiziali e, più in generale, in ogni iniziativa, anche giudiziale, che possa perseguire un’utilità diretta od indiretta per i Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani, singoli o nella loro collettività>> (art. 1 Statuto comma 5).

In quest’ottica di rappresentanza unitaria su base nazionale, in relazione alla tematica di cui all’oggetto, ci sentiamo in dovere, di sottolineare quanto segue.

L’art. 2 Legge 16.8.1962, come modificata dall’art. 35, comma 1, L. 28 luglio 2016, n. 154, prevede, esattamente al comma 4-bis, che <<Si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione. Ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi >>.

Detta definizione si traduce nel divieto, in occasione di somministrazione o vendita o comunque in ogni altro caso di immissione in commercio, di utilizzare la denominazione “birra artigianale”, se non nei casi di prodotto aderente alla definizione stessa.

In caso contrario trovano applicazioni le sanzioni previste dalla L. 1354/62 stessa implicante, in particolare, all’art. 27 primo comma, <<la sanzione amministrativa da lire 150.000 a lire 3.000.000>> (equivalenti ad € da 77,47 a 1549,37).

A ciò si aggiunga la sanzione di cui al 5° comma per tutti i casi di utilizzo comunque improprio della denominazione in questione, ovvero <<la sanzione amministrativa da lire 150.000 al lire 1.500.000>> (e cioè da 77,47 a 852,15 €) <<salvo che il fatto costituisca più grave reato>>, ad esempio nei casi di comunicazioni commerciali su social network, locandine ecc.…

D’altro canto, da questo punto di vista, interviene anche la fattispecie di pubblicità ingannevole.

In tema, l’art. 21 del c.d. Codice del Consumo (D.Lgs. 06/09/2005, n. 206), precisa che <<1. E’ considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni non rispondenti al vero o, seppure di fatto corretta, in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, induce o è idonea ad indurre in errore il consumatore medio riguardo ad uno o più dei seguenti elementi e, in ogni caso, lo induce o è idonea a indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso:
a) l’esistenza o la natura del prodotto;
b) le caratteristiche principali del prodotto,…>>

Ebbene, da questo punto di vista la denominazione “birra artigianale” risulta qualificante sia dal punto di vista della natura del prodotto che delle sue caratteristiche principali, come tali distintive e di definita percezione collettiva.

Parallelamente, l’art. 22 del Codice del Consumo stesso, non manca di vietare anche le mere condotte omissive.
Risulta infatti previsto espressamente che <<1. E’ considerata ingannevole>> anche <<una pratica commerciale che nella fattispecie concreta… omette informazioni rilevanti di cui il consumatore medio ha bisogno in tale contesto per prendere una decisione consapevole di natura commerciale e induce o è idonea ad indurre in tal modo il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso>>.

Il che porta a ritenere ingannevoli anche i casi in cui l’utilizzo del termine “Birra Artigianale” viene procurato in occasione di eventi nei quali risulta utilizzata (o presentata) anche birra che artigianale invece non è, senza debiti distinguo e differenziazioni in termini di spazi comunicativi e fisici.

Dal punto di vista sanzionatorio, fermi peraltro i diritti risarcitori, l’art. 27 del Codice del Consumo citato prevede che <<2. L’Autorità, d’ufficio o su istanza di ogni soggetto o organizzazione che ne abbia interesse, inibisce la continuazione delle pratiche commerciali scorrette e ne elimina gli effetti. … Per lo svolgimento dei compiti di cui al comma 1 l’Autorità può avvalersi della Guardia di finanza che agisce con i poteri ad essa attribuiti per l’accertamento dell’imposta sul valore aggiunto e dell’imposta sui redditi. …. … 4. In caso di inottemperanza, senza giustificato motivo, …, l’Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000,00 euro a 20.000,00 euro. Qualora le informazioni o la documentazione fornite non siano veritiere, l’Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000,00 euro a 40.000,00 euro. … 9. Con il provvedimento che vieta la pratica commerciale scorretta, l’Autorità dispone inoltre l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000,00 euro a 5.000.000 euro, tenuto conto della gravità e della durata della violazione>>.

Ciò tutto premesso, rientra nelle cure della scrivente Associazione Unionbirrai, in caso di indebito utilizzo della denominazione “birra artigianale” in questione, procedere ad immediata segnalazione alle autorità di vigilanza e repressione, ragion per cui, per il tramite della presente missiva, è intenzione caldeggiare l’attenzione sulla problematica sollevata ed invitare tutti i soggetti potenzialmente interessati al massimo rigore applicativo.

Distinti saluti.

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Comunicato Stampa su fiction Rai che discredita la Birra Artigianale

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COMUNICATO STAMPA
La birra artigianale italiana discreditata nella fiction “Tutto può succedere” in onda su RAI 1

Roma, 5 giugno 2017 – Il giorno 1 giugno, su RAI 1, alle 21.25, è andata in onda la fiction “Tutto può succedere”.

Succede, in effetti, di tutto. All’interno del programma si assiste ad una denigrazione della birra artigianale che questo Direttivo non può non stigmatizzare.

Nel botta e risposta tra due protagonisti – solo per fare un esempio “assaggia e dimmi se è potabile questa bevanda”, “fa schifo”-, vi si riconosce l’esplicito intento degli autori, in modo peraltro chiaramente decontestualizzato dalla trama, di far passare il messaggio per cui birra artigianale equivale a birra di scarsa qualità. Stante la diffusione nazionale del format televisivo (Share 18%, 4 milioni di spettatori), nonché la sua popolarità, pare ancora più evidente la volontà di gettare discredito su un prodotto che ad oggi rappresenta una delle eccellenze nell’ambito agroalimentare italiano, proprio per la selezione di ingredienti naturali di alta qualità e per il particolare processo produttivo che mira ad esaltarne il gusto ed il pregio organolettico.

La birra artigianale, che questa associazione di categoria tutela e diffonde da anni a livello nazionale e internazionale, rappresentando un punto di riferimento con 200 aziende associate, conta oltre 1000 etichette italiane ed impiega 2000 persone, che arrivano a toccare quota 4000 con l’indotto. Non solo. Il prodotto artigianale non si propone al consumatore con i medesimi standard seriali delle multinazionali. Per questo motivo la birra artigianale ha ricevuto adeguato riconoscimento anche dalla legge italiana che nel 2016 ne ha definito, tutelandolo, il metodo produttivo. L’aver inserito in una fiction di successo frasi quali quelle che abbiamo ascoltato e riportato testualmente, significa procurare un danno alle centinaia di piccoli produttori indipendenti di birra artigianale che, non senza difficoltà, si muovono per portare valore in ambito brassicolo.

Quanto avvenuto è per noi inqualificabile ed integra quegli estremi di gravità per il quale Unionbirrai si riserva il diritto di agire per via legale.

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Apre l’Help Desk dedicato ai birrifici associati

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Un nuovo servizio, riservato a tutti i birrifici associati a Unionbirrai, aperto da mercoledì 17 maggio 2017.

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UNIONBIRRAI da oggi Associazione di Categoria dei piccoli e indipendenti produttori di birra italiani.

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La data del 4 aprile 2017 andrà inserita fra quelle più importanti nella quasi ventennale vita di Unionbirrai e della birra artigianale italiana.  È, infatti, la data in cui i soci riuniti in assemblea hanno approvato il nuovo Statuto dell’Associazione, che, da oggi è a tutti gli effetti Associazione di Categoria dei piccoli e indipendenti produttori di birra italiani.

La vere novità, in sintesi, passeranno attraverso una nuova gestione manageriale, nuovi e veri servizi ai soci, attività di lobbying politica, attività sindacale e rapporti più forti con le istituzione (UB andrà ad accreditarsi in tutti i Ministeri) ed infine una grande campagna di comunicazione.

Essere un’associazione di categoria è il passo necessario per creare la vera tutela della birra artigianale italiana.

Assieme alla approvazione delle norme statutarie sono stati eletti i rappresentanti degli organi dirigenziali in carica per il 2017, previsti per la gestione dell’associazione, che avranno il compito di proporre un vero e proprio piano di lavoro di UB a partire dalla Campagna Associativa 2018.

Per il Consiglio Direttivo sono stati eletti: Alessio Selvaggio (che ricoprirà per l’anno in corso il ruolo di Direttore Generale) Vittorio Ferraris, Andrea Signorini, Andrea Soncini e Pietro Di Pilato.

Per il Comitato Paritetico Corsi/Concorsi sono stati eletti: Manila Benedetto, Alfonso Del Forno e Donato Di Palma.

Per il Collegio dei Probiviri sono stati eletti: Enrico Borio, Giampaolo Miotto e Ellis Topini, Bruno Carilli (supplente) e Alessio Facchini (supplente).

Lavorare insieme per vincere insieme!

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