Skip to Content

Category Archives: News UB

Notificato Atto di Citazione RAI

Malto Unionbirrai

Come molti ricorderanno qualche mese fa Unionbirrai condannò il contenuto, considerato denigratorio e lesivo dell’immagine della Birra Artigianale in Italia, di un dialogo apparso all’interno di un episodio della fiction “Tutto può succedere”, andata in onda in data 01/06/2017 in prima serata su RaiUno.

A seguito della nostra pubblica presa di posizione sul fatto, che potete leggere QUI, e constatata l’assenza di volontà di rettificare il contenuto del dialogo in oggetto o di pubblicare un messaggio di scuse da parte della rete ammiraglia della tv di stato, Unionbirrai ha provveduto a notificare atto di citazione nei confronti della Società RAI-Radiotelevisione Italiana, eseguito dall’Avv. Gaetana Russo del Foro di Parma, presso il Giudice di Pace di Milano, al fine di richiedere risarcimento dei danni di immagine e reputazione e al contempo fornire un chiaro messaggio di tutela del prodotto “Birra Artigianale” e di tutti i Piccoli Produttori Indipendenti di birra in Italia.

L’udienza è assegnata in data 15/12/2017

Unionbirrai: uniti si vince!

0 4 Continue Reading →

Utilizzo del termine “Birrificio Artigianale”: la Direttiva Ub

Birra Artigianale Unionbirrai

 

Facciamo seguito ad alcune mail pervenute, negli ultimi giorni, al nuovo servizio segnalazioni@unionbirrai.com, per esporre alcune considerazioni sull’utilizzo appropriato del termine “birrificio artigianale”.

Nella nostra nota del 28/06/2017 (LINK) ci siamo già occupati, in realtà, del termine “artigianale”, riferibile, come evidenziato, alla birra <<prodotta da piccoli birrifici indipendenti>> e <<non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione>>, ai sensi dell’art. 2 comma 4 bis della legge n. 1354 del 16.8.1962, come modificata dall’art. 35, comma 1, L. 28 luglio 2016, n. 154.

La norma in questione precisa a riguardo che <<per piccolo birrificio indipendente>> si intende <<un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi >>.

Come si nota, si parla di “produzione” e si fa espresso riferimento al necessario utilizzo di “impianti”, impianti che, si dice, debbono peraltro essere necessariamente “fisicamente distinti” rispetto a quelli di altri operatori, con espresso ed esclusivo riferimento cioè a chi produce birra, ovvero ai c.d. opifici di produzione che, in particolare, debbono necessariamente esser dotati di propri specifici “impianti” di produzione (macchinari, attrezzature ecc…), distinti da quelli di terzi.

Tra l’altro, nel nostro sistema giuridico, come noto, la produzione di birra, in quanto prodotto sottoposto ad accisa, richiede una licenza ad hoc, cui consegue l’attribuzione di uno specifico codice alfanumerico (c.d. codice accise), riferito proprio e prima di tutto agli impianti di produzione oggetto di licenza, specificamente individuati.

A questo riguardo, se “birrificio” significa, nella normativa specifica di settore testè richiamata “opificio di produzione di birra”, “birrificio artigianale”, conseguentemente, non può che significare “opificio di produzione di birra”, per l’appunto, “artigianale”.

Se ne desume, in sintesi, che per potercisi fregiare del titolo di Birrificio Artigianale occorre obbedire a due condizioni essenziali.

La prima è quella di essere un opificio di produzione di birra, dotato di propri impianti, come tale beneficiario di apposita licenza doganale.

La seconda è quella di rispettare le condizioni poste dall’art. 2 comma 4 bis L. 1354/1962 già citato, sia quelle di carattere soggettivo (qualifica di Piccolo Birrificio Indipendente, sopra vista, ovvero indipendenza, dimensionamento ridotto ecc…), sia quelle di carattere tecnico del prodotto (birra non pastorizzata e non micro-filtrata).

Quanto alle conseguenze in caso di indebito utilizzo della qualifica di Birrificio Artigianale, basti rinviare a quanto già scritto nel comunicato a proposito dell’equipollente indebito utilizzo del termine “Birra Artigianale” (nota del 28/06/2017 LINK).

A questo punto, per completezza, si pone una questione, se si vuole marginale ma comunque interessante, cui Unionbirrai sta peraltro tentando di porre rimedio anche dal punto di vista prettamente formale, attraverso una organica revisione in sede legislativa (attraverso in primis il confronto con i ministeri competenti MIPAAF e Ministero Sviluppo Economico) della disciplina generale della produzione della birra artigianale.

Ci riferiamo alla definizione di impresa artigiana ed al correlato uso, nel linguaggio comune, dell’aggettivo “artigiano/a” ed “artigianale” quali sinonimi.

La domanda è: può un birrificio strutturato in forma di impresa artigiana di per sé sempre qualificarsi come “birrificio artigianale”?

Forse la questione è più teorica che pratica. Occorre infatti ricordare che perché sussista un’impresa artigiana debbono ricorrere plurime condizioni, tassative e rigorose, poste in particolare dalla Legge n. 443/85 sull’Artigianato, quali quella dell’esercizio personale e diretto delle attività di impresa da parte dell’imprenditore, del proprio prevalente lavoro manuale, del numero massimo di dipendenti (nel caso di produzioni ripetitive, nove), nel divieto di costituirsi in forma di società s.p.a. o s.r.l. con più di un socio, accomandita per azioni ecc…. e, da ultimo, quello dell’iscrizione nell’apposito albo.

Ciò premesso, nel caso di impresa artigiana esercente un birrificio, in ogni caso, la denominazione “birrificio artigianale” non può essere utilizzata, a meno che, ovviamente, il birrificio stesso non rispetti comunque, a prescindere dalla sua strutturazione in forma di impresa artigiana, i requisiti di cui al più volte citato art. 2 comma 4 bis L. 1354/1962 (introdotto dall’art. 35, comma 1, L. 28 luglio 2016, n. 154, sulla definizione legale di birra artigianale).

La normativa sulla tutela della birra artigianale, infatti, regolamenta l’utilizzo del termine “birrificio artigianale” in relazione a taluni ben precisati soggetti, e prima ancora definisce e regolamenta la denominazione legale di “birra artigianale” come prodotto specificamente individuato.

Detta normativa risulta del tutto speciale, specialistica ed innovativa rispetto a quella sull’artigianato e, quindi, applicabile in modo puntuale al settore della produzione brassicola, connotato da tratti distintivi ed autonomi, incompatibile con un utilizzo della qualifica “artigianale” che non corrisponda all’effettiva natura della produzione brassicola di birra, per l’appunto, artigianale in senso proprio e legale, come tale oggetto di precisa definizione di legge.

Resta quindi da ribadire in conclusione che ogni forma di appropriazione della denominazione di “Birrificio Artigianale” da parte di chi, in realtà, non sia autenticamente produttore di Birra Artigianale, rappresenta una violazione della normativa a tutela della birra artigianale e, correlativamente, una grave lesione dei diritti dei consumatori, cui UB farà fronte con ogni iniziativa e denuncia del caso.

Una notazione a margine, a questo punto, va fatta con particolare riferimento alle cosiddette beerfirm, fenomeno connotante del settore, sia in Italia che all’estero, e come tali oggetto di doverosa attenzione da parte di UB, che ne rispetta e tutela la natura non solo in quanto importante componente della compagine associativa, ma anche come espressione di piena legittima libertà di impresa.

A questo riguardo si deve riscontrare che le beerfirm, se ed in quanto committenti di produzione birra, non risultano annoverabili di per sé tra gli opifici di produzione, non possiedono impianti produttivi, non sono licenziatarie di un codice accise.

L’attribuzione a beerfirm, quindi, della denominazione “Birrificio Artigianale” risulta quindi in contrasto con la normativa a tutela della birra artigianale.

D’altro canto, è bene precisare che la birra commercializzata da beerfirm può certamente risultare qualificata correttamente “birra artigianale” (e quindi riportare/mantenere detta denominazione in sede di vendita, su etichette ecc…) se ed in quanto birra prodotta da Piccolo Birrificio Indipendente (e non pastorizzata o microfiltrata), e quindi conforme ai requisiti di cui all’art. 2 comma 4 bis L. 1354/1962 più volte citato.

0 1 Continue Reading →

Delibera del Consiglio Direttivo Unionbirrai del 14/07/2017

Logo Unionbirrai

 

Verbale di riunione del Consiglio Direttivo Unionbirrai del 14/07/2017
In data 14/07/2017 si riunisce il Consiglio Direttivo di Unionbirrai tramite teleconferenza.

Intervengono il Direttore del Consiglio Direttivo Alessio Selvaggio, i Consiglieri Pietro Di Pilato, Vittorio Ferraris, Andrea Signorini, Andrea Soncini e il Direttore Operativo Simone Monetti.

All’Ordine del Giorno : commenti apparsi su social network Facebook su iscrizione del Birrificio Croce di Malto ad Assobirrra – ipotizzato conflitto di interessi del Direttore Alessio Selvaggio.

La riunione inizia alle ore 10,00

Il Direttore Alessio Selvaggio, dichiarando di recepire anticipatamente ogni decisione che venisse presa dal Consiglio Direttivo, si astiene dalla trattazione e abbandona la sessione alle ore 10,05.

I Consiglieri, dopo attento esame della materia in oggetto, deliberano quanto segue:

“Acquisite informazioni in ordine al rapporto tra l’Associato Birrificio Croce di Malto e la associazione Assobirra, ferma ogni prerogativa di maggior istruttoria futura se del caso, si rileva quanto segue:
a) in data 4.4.17 l’Assemblea degli Associati ha deliberato la trasformazione di UB in associazione di categoria, approvandone il nuovo relativo Statuto, dal quale emerge, esattamente, all’art. 5 comma 1 terzo capoverso, che è fatto obbligo agli associati,di <<astenersi>> <<dall’aderire ad altre associazioni portatrici di finalità contrastanti o conflittuali o in tutto o in parte incompatibili con quelle di “UB”>>.
b) stante la composizione associativa, le finalità, l’oggetto e gli altri elementi connotanti acquisiti, Assobirra si configura come associazione rispetto alla quale sussiste detto obbligo di astensione;
c) successivamente alla modifica statutaria citata non risulta che il Birrificio Croce di Malto abbia aderito ad Assobirra
d) in rapporto alla pregressa iscrizione, risulta che il Birrificio Croce di Malto, il giorno stesso successivo rispetto alla trasformazione di UB e cennata approvazione del nuovo assetto statutario, ovvero il 5.4.17, abbia trasmesso comunicazione formale tramite mail ad Assobirra sottolineando che <<con la presente manifestiamo la volontà di uscire dall’associazione con effetto immediato>>,
e) E’ infine bene precisare che la detta volontà di recedere da Assobirra risulta in effetti anche essere stata manifestata da Croce di Malto addirittura già in precedenza, a quanto riferito direttamente dall’amministratore di Croce di Malto stesso sig. Federico Casari, in particolare a partire dall’anno associativo 2016, anno rispetto al quale, ed a partire dal quale, infatti, Croce di Malto non ha più pagato la quota associativa in Assobirra

Ciò tutto premesso, all’unanimità dei presenti il Consiglio delibera che non sussiste, nè si configura, violazione alcuna dei doveri associativi a carico del Birrificio Croce di Malto.

In rapporto all’ipotizzata situazione di condizionamento a carico del Direttore AlessioSelvaggio (socio del Birrificio Croce di Malto stesso) derivate dalla precedente iscrizione del Birrificio Croce di Malto ad Assobirra, fermo quanto sopra, si rileva quanto segue:

a) Alessio Selvaggio non riveste né ha mai rivestito cariche in Assobirra.
c) Alessio Selvaggio non ha intrattenuto rapporti contrattuali o svolto attività alcuna per incarico di Assobirra;
d) Alessio Selvaggio non ha mai percepito compenso alcuno da Assobirra:
e) la adesione del Birrificio Croce di Malto ad Assobirra è precedente alla trasformazione di UB in associazione di categoria e, quindi, non si è mai configurato, non si configura nè si può configurare in avvenire, in rapporto alla attuale carica di Direttore rivestita in UB, alla luce del nuovo assetto statutario, elemento alcuno che possa anche solo lontanamente integrare suo impedimento o condizionamento personale;

Ciò tutto premesso, all’unanimità il Consiglio delibera che non sussiste, nè si configura, alcun conflitto di interessi. Stigmatizza le esternazioni sui social di cui in premessa. Invita il Direttore Operativo Simone Monetti a segnalare ogni qualsivoglia analoga esternazione futura, anche prettamente informale, atta a sollevare malanimo o sospetto in rapporto alle descritte situazioni, siccome indirettamente implicante un danno al buon nome di UB. Lo invita altresì a verificare che dal sito Assobirra venga stralciata l’indicazione, tuttora erroneamente figurante, del Birrificio Croce di Malto quale associato, ed a verificare che tutti gli associati ad UB non risultino eventualmente iscritti ad Assobirra, nel qual caso, semmai invitandoli a procedere tempestivamente, qualora non lo avessero ancora fatto, a dar immediato debito recesso da Assobirra stessa”.

La riunione termina alle ore 12,30

0 0 Continue Reading →

Indipendenza e Artigianalità: riflessioni sui fatti recenti

bicchieri

L’annuncio ufficiale di importanti operazioni riguardanti il capitale societario di due tra i più rappresentativi  produttori del comparto artigianale italiano, Toccalmatto e Birrificio del Ducato, ha sollevato molte domande sull’applicabilità dei termini “indipendente” e “produttore di birra artigianale”.

Sebbene differenti nelle modalità, per Toccalmatto ancora da valutare nel dettaglio in quanto l’operazione non è stata formalmente completata, entrambi i casi ci comunicano la scelta di ricorrere a capitali esterni, sotto forma di acquisizione diretta di quote o di scambi inter-societari, per poter garantire la copertura e lo sviluppo degli investimenti degli ultimi anni.

A seguito di queste operazioni, possono i birrifici in questione mantenere lo stato di “piccoli produttori indipendenti” e di conseguenza continuare a definire “artigianale” la birra da loro prodotta?

Il nuovo comma 4bis dell’art. 2 della legge 16 agosto 1962, che sancisce la definizione di birra artigianale, recita:

“…ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, …”

recependo in toto quanto sancito dalla direttiva comunitaria del 1992 (92/83/CEE):

“…si intende per «piccola birreria indipendente» una birreria che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi birreria,…”

Alla luce di questi presupposti di legge, il Birrificio del Ducato, in base allo statuto già depositato e ai criteri e alle condizioni di decisione all’interno del suo Consiglio di Amministrazione (atti pubblici e consultabili), risulta non più legalmente ed economicamente indipendente, tra l’altro rispetto ad un birrificio estero oggettivamente Industriale; perciò, la birra prodotta presso il Birrificio del Ducato non costituisce “birra artigianale”, denominazione legale il cui utilizzo risulta vietato al birrificio stesso (divieto in realtà risalente alla data delle modifiche dell’assetto societario, e quindi dal 9 Dicembre 2016) in tutte le operazioni commerciali, eventi, comunicazioni, pubblicazioni ecc…, pena le conseguenze di cui alla nostra comunicazione del 28 Giugno.

Fatta questa doverosa premessa, preme soprattutto esaminare e prendere coscienza di come questi accadimenti oggi rappresentino un segnale di allarme ed influenzino in modo sostanziale l’andamento del mercato della birra artigianale in Italia.

E’ innegabile che quote di mercato acquisite con grande impegno e sacrificio da parte dei Birrifici Artigianali Italiani stiano ritornando nelle mani di multinazionali della birra.

Pertanto è dovere e compito di Unionbirrai richiamare l’attenzione sugli aspetti salienti che hanno dato origine a questi fenomeni e confermare gli obiettivi che, all’atto della costituzione dell’Associazione, sono stati condivisi e approvati all’unanimità dai soggetti produttori costituenti.
A) Identità: chiarezza e fermezza

La nuova Associazione di categoria Unionbirrai è stata costituita per volontà unanime dei Piccoli Produttori Indipendenti che ne hanno forgiato lo statuto sottoscrivendo un codice etico e condividendo obiettivi precisi per lo sviluppo e la tutela del comparto.

I criteri di produttività artigianale ed indipendenza devono essere difesi costantemente, con assoluta determinazione, combattendo ogni tentativo di prevaricazione e di indebita confusione. E’ nostro compito primario, infatti, tracciare confini e aiutare il consumatore ad essere sempre più avveduto.

La legge sulla birra artigianale, del resto, detta parametri precisi sull’utilizzo dei termini “indipendenza” e “birra artigianale”, ma molti (organizzatori di eventi, rivenditori, mezzi di comunicazione ecc….) paiono dimenticarsene o, addirittura, farne uso volutamente improprio.

Unionbirrai sta presidiando questa situazione con grande attenzione intervenendo su tutti i fronti per garantire stabilità e correttezza; i tavoli di discussione e pianificazione delle azioni necessarie si sono oramai allargati oltre i confini italiani ed europei riunendo le associazioni di categoria di moltissimi Paesi a testimonianza che la sensibilità su queste problematiche è molto diffusa e condivisa.

Diventa quindi fondamentale che, sotto questo punto di vista, tutte le associazioni culturali nazionali prendano maggior coscienza di questo aspetto, e si uniscano nella strategia fondamentale della descritta “chiarezza e fermezza”, evitando di proporre visioni deboli ed edulcorate del fenomeno, oramai evidente, di contrapposizione netta tra Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani ed Industria (comprese, ovviamente, surrettizie articolazioni).

La Birra Artigianale Italiana non deve essere seconda a nessuno e la consapevolezza di questo fatto è il primo tassello della crescita.

B) Semplificazione degli assetti di deposito fiscale e battaglia per agevolazioni fiscali

La redditività delle nostre imprese è anche funzione di assetti organizzativi semplici e funzionali.

Diventa quindi fondamentale mantenere una concentrazione molto elevata nei rapporti con le Istituzioni (Parlamento, ministeri di competenza e organi di verifica e controllo) per continuare a perseguire i seguenti obiettivi:
− semplificazione dei depositi fiscali per i Piccoli Birrifici Indipendenti
− sgravi fiscali (aliquote agevolate) come da Direttive Comunitarie
− normative chiare e applicabili per l’export

Il comparto ha bisogno di un impianto di legge che tratti questi temi in modo univoco secondo le esigenze e le dimensioni del nostro settore di impresa, garantendo a tutti una modalità di lavoro chiara e snella.

C) Analisi effettiva del mercato

Unionbirrai si sta dedicando ad un censimento dei Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani per raccogliere le informazioni economiche e strutturali necessarie per una visione di insieme del mercato. A breve verrà trasmesso un questionario, cui tutti i birrifici sono invitati a rispondere.

Le analisi di queste informazioni ci daranno uno spaccato della effettiva realtà brassicola italiana che potrà guidarci nelle iniziative del futuro, sia di supporto economico che strategico ad un comparto, troppo spesso considerato aprioristicamente florido, ma che da ultimo invece manifesta chiari segnali di debolezza e contraddizione.

D) Continua ricerca della qualità.

L’obiettivo di una produzione brassicola di alta qualità deve essere condiviso da tutti gli associati.
A tal scopo Unionbirrai sta predisponendo organismi consultivi nei quali possano partecipare esponenti di tutti i soggetti della filiera, al fine di creare insieme strategie condivise.

Il primo passo fondamentale consiste nella formazione continua. Già ora, per Unionbirrai, come da statuto, esiste un obbligo formativo annuale minimo. Da Settembre riprenderanno i corsi per i soci produttori.

Preparazione personale, duttilità, fantasia applicativa debbono diventare sempre più la nostra forza affinché la birra artigianale italiana diventi realmente sinonimo di qualità assoluta.
Unionbirrai: indipendenti ma uniti si vince!

0 8 Continue Reading →

Corretto utilizzo della dicitura “Birra Artigianale”

IMG_1902

 

Come noto il Parlamento del nostro paese ha approvato quasi un anno fa la Legge 154/2016, che ha introdotto la definizione di prodotto “Birra Artigianale”.

A questo proposito Unionbirrai ritiene quanto mai opportuno che tale definizione sia utilizzata correttamente in tutte le situazioni in cui La Birra Artigianale venga presentata al pubblico, tramite etichettatura, siti internet, comunicazioni di eventi, presentazione a scaffale e altro, a tutela dei Piccoli Produttori Indipendenti di Birra e dei consumatori.

Di seguito riportiamo la comunicazione che, da qui in avanti, invieremo in tutti i casi si rendesse necessario intervenire come Associazione Unionbirrai nel rilevare un uso improprio del termine “Birra Artigianale”

——————————————————————————————————————-

OGGETTO : Impiego lecito della dicitura “Birra Artigianale” in locandine, sui social network, ed in ogni forma di comunicazione commerciale o rivolta comunque al pubblico

La scrivente associazione Unionbirrai <<ha per scopo il coordinamento, la tutela, la promozione, la salvaguardia e la rappresentanza collettiva dei Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani (PBII)>> (art. 1 comma 4 Statuto), cioè dei piccoli produttori di “birra artigianale”, come definita ai sensi dell’art.2 comma 4 bis L. 16/08/1962, n. 1354 (comma aggiunto dall’art. 35, comma 1, L. 154/16).

L’associazione stessa <<è organismo di tutela di categoria nei rapporti con le istituzioni pubbliche e private, nelle iniziative giudiziali e, più in generale, in ogni iniziativa, anche giudiziale, che possa perseguire un’utilità diretta od indiretta per i Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani, singoli o nella loro collettività>> (art. 1 Statuto comma 5).

In quest’ottica di rappresentanza unitaria su base nazionale, in relazione alla tematica di cui all’oggetto, ci sentiamo in dovere, di sottolineare quanto segue.

L’art. 2 Legge 16.8.1962, come modificata dall’art. 35, comma 1, L. 28 luglio 2016, n. 154, prevede, esattamente al comma 4-bis, che <<Si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione. Ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi >>.

Detta definizione si traduce nel divieto, in occasione di somministrazione o vendita o comunque in ogni altro caso di immissione in commercio, di utilizzare la denominazione “birra artigianale”, se non nei casi di prodotto aderente alla definizione stessa.

In caso contrario trovano applicazioni le sanzioni previste dalla L. 1354/62 stessa implicante, in particolare, all’art. 27 primo comma, <<la sanzione amministrativa da lire 150.000 a lire 3.000.000>> (equivalenti ad € da 77,47 a 1549,37).

A ciò si aggiunga la sanzione di cui al 5° comma per tutti i casi di utilizzo comunque improprio della denominazione in questione, ovvero <<la sanzione amministrativa da lire 150.000 al lire 1.500.000>> (e cioè da 77,47 a 852,15 €) <<salvo che il fatto costituisca più grave reato>>, ad esempio nei casi di comunicazioni commerciali su social network, locandine ecc.…

D’altro canto, da questo punto di vista, interviene anche la fattispecie di pubblicità ingannevole.

In tema, l’art. 21 del c.d. Codice del Consumo (D.Lgs. 06/09/2005, n. 206), precisa che <<1. E’ considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni non rispondenti al vero o, seppure di fatto corretta, in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, induce o è idonea ad indurre in errore il consumatore medio riguardo ad uno o più dei seguenti elementi e, in ogni caso, lo induce o è idonea a indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso:
a) l’esistenza o la natura del prodotto;
b) le caratteristiche principali del prodotto,…>>

Ebbene, da questo punto di vista la denominazione “birra artigianale” risulta qualificante sia dal punto di vista della natura del prodotto che delle sue caratteristiche principali, come tali distintive e di definita percezione collettiva.

Parallelamente, l’art. 22 del Codice del Consumo stesso, non manca di vietare anche le mere condotte omissive.
Risulta infatti previsto espressamente che <<1. E’ considerata ingannevole>> anche <<una pratica commerciale che nella fattispecie concreta… omette informazioni rilevanti di cui il consumatore medio ha bisogno in tale contesto per prendere una decisione consapevole di natura commerciale e induce o è idonea ad indurre in tal modo il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso>>.

Il che porta a ritenere ingannevoli anche i casi in cui l’utilizzo del termine “Birra Artigianale” viene procurato in occasione di eventi nei quali risulta utilizzata (o presentata) anche birra che artigianale invece non è, senza debiti distinguo e differenziazioni in termini di spazi comunicativi e fisici.

Dal punto di vista sanzionatorio, fermi peraltro i diritti risarcitori, l’art. 27 del Codice del Consumo citato prevede che <<2. L’Autorità, d’ufficio o su istanza di ogni soggetto o organizzazione che ne abbia interesse, inibisce la continuazione delle pratiche commerciali scorrette e ne elimina gli effetti. … Per lo svolgimento dei compiti di cui al comma 1 l’Autorità può avvalersi della Guardia di finanza che agisce con i poteri ad essa attribuiti per l’accertamento dell’imposta sul valore aggiunto e dell’imposta sui redditi. …. … 4. In caso di inottemperanza, senza giustificato motivo, …, l’Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000,00 euro a 20.000,00 euro. Qualora le informazioni o la documentazione fornite non siano veritiere, l’Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000,00 euro a 40.000,00 euro. … 9. Con il provvedimento che vieta la pratica commerciale scorretta, l’Autorità dispone inoltre l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000,00 euro a 5.000.000 euro, tenuto conto della gravità e della durata della violazione>>.

Ciò tutto premesso, rientra nelle cure della scrivente Associazione Unionbirrai, in caso di indebito utilizzo della denominazione “birra artigianale” in questione, procedere ad immediata segnalazione alle autorità di vigilanza e repressione, ragion per cui, per il tramite della presente missiva, è intenzione caldeggiare l’attenzione sulla problematica sollevata ed invitare tutti i soggetti potenzialmente interessati al massimo rigore applicativo.

Distinti saluti.

0 2 Continue Reading →

Apre l’Help Desk dedicato ai birrifici associati

Birrifici Unionbirrai

Un nuovo servizio, riservato a tutti i birrifici associati a Unionbirrai, aperto da mercoledì 17 maggio 2017.

0 0 Continue Reading →

UNIONBIRRAI da oggi Associazione di Categoria dei piccoli e indipendenti produttori di birra italiani.

buy cheap designer prom dresses 2017at queenofvictoria

La data del 4 aprile 2017 andrà inserita fra quelle più importanti nella quasi ventennale vita di Unionbirrai e della birra artigianale italiana.  È, infatti, la data in cui i soci riuniti in assemblea hanno approvato il nuovo Statuto dell’Associazione, che, da oggi è a tutti gli effetti Associazione di Categoria dei piccoli e indipendenti produttori di birra italiani.

La vere novità, in sintesi, passeranno attraverso una nuova gestione manageriale, nuovi e veri servizi ai soci, attività di lobbying politica, attività sindacale e rapporti più forti con le istituzione (UB andrà ad accreditarsi in tutti i Ministeri) ed infine una grande campagna di comunicazione.

Essere un’associazione di categoria è il passo necessario per creare la vera tutela della birra artigianale italiana.

Assieme alla approvazione delle norme statutarie sono stati eletti i rappresentanti degli organi dirigenziali in carica per il 2017, previsti per la gestione dell’associazione, che avranno il compito di proporre un vero e proprio piano di lavoro di UB a partire dalla Campagna Associativa 2018.

Per il Consiglio Direttivo sono stati eletti: Alessio Selvaggio (che ricoprirà per l’anno in corso il ruolo di Direttore Generale) Vittorio Ferraris, Andrea Signorini, Andrea Soncini e Pietro Di Pilato.

Per il Comitato Paritetico Corsi/Concorsi sono stati eletti: Manila Benedetto, Alfonso Del Forno e Donato Di Palma.

Per il Collegio dei Probiviri sono stati eletti: Enrico Borio, Giampaolo Miotto e Ellis Topini, Bruno Carilli (supplente) e Alessio Facchini (supplente).

Lavorare insieme per vincere insieme!

0 3 Continue Reading →

La forma dell’acqua, questa sconosciuta. Roma 9 Novembre 2017

 

IMG_3163

 

Corso dedicato ai produttori di birra che affronta uno degli argomenti più importanti per il birraio, ovvero l’incidenza delle caratteristiche dell’acqua sul prodotto finito.

Data e orario : Giovedì 9 Novembre 2017 ore 9-17

Sede del corso: Hotel Genova, Via Cavour 25 ROMA (a 300 mt da Stazione Termini)

Relatore: Flavio Boero

Quota di partecipazione: Soci Ub € 120, non soci € 150

Iscrizioni online compilando il seguente MODULO

 

0 0 Continue Reading →