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Category Archives: News UB

Corretto utilizzo della dicitura “Birra Artigianale”

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Come noto il Parlamento del nostro paese ha approvato quasi un anno fa la Legge 154/2016, che ha introdotto la definizione di prodotto “Birra Artigianale”.

A questo proposito Unionbirrai ritiene quanto mai opportuno che tale definizione sia utilizzata correttamente in tutte le situazioni in cui La Birra Artigianale venga presentata al pubblico, tramite etichettatura, siti internet, comunicazioni di eventi, presentazione a scaffale e altro, a tutela dei Piccoli Produttori Indipendenti di Birra e dei consumatori.

Di seguito riportiamo la comunicazione che, da qui in avanti, invieremo in tutti i casi si rendesse necessario intervenire come Associazione Unionbirrai nel rilevare un uso improprio del termine “Birra Artigianale”

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OGGETTO : Impiego lecito della dicitura “Birra Artigianale” in locandine, sui social network, ed in ogni forma di comunicazione commerciale o rivolta comunque al pubblico

La scrivente associazione Unionbirrai <<ha per scopo il coordinamento, la tutela, la promozione, la salvaguardia e la rappresentanza collettiva dei Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani (PBII)>> (art. 1 comma 4 Statuto), cioè dei piccoli produttori di “birra artigianale”, come definita ai sensi dell’art.2 comma 4 bis L. 16/08/1962, n. 1354 (comma aggiunto dall’art. 35, comma 1, L. 154/16).

L’associazione stessa <<è organismo di tutela di categoria nei rapporti con le istituzioni pubbliche e private, nelle iniziative giudiziali e, più in generale, in ogni iniziativa, anche giudiziale, che possa perseguire un’utilità diretta od indiretta per i Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani, singoli o nella loro collettività>> (art. 1 Statuto comma 5).

In quest’ottica di rappresentanza unitaria su base nazionale, in relazione alla tematica di cui all’oggetto, ci sentiamo in dovere, di sottolineare quanto segue.

L’art. 2 Legge 16.8.1962, come modificata dall’art. 35, comma 1, L. 28 luglio 2016, n. 154, prevede, esattamente al comma 4-bis, che <<Si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione. Ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi >>.

Detta definizione si traduce nel divieto, in occasione di somministrazione o vendita o comunque in ogni altro caso di immissione in commercio, di utilizzare la denominazione “birra artigianale”, se non nei casi di prodotto aderente alla definizione stessa.

In caso contrario trovano applicazioni le sanzioni previste dalla L. 1354/62 stessa implicante, in particolare, all’art. 27 primo comma, <<la sanzione amministrativa da lire 150.000 a lire 3.000.000>> (equivalenti ad € da 77,47 a 1549,37).

A ciò si aggiunga la sanzione di cui al 5° comma per tutti i casi di utilizzo comunque improprio della denominazione in questione, ovvero <<la sanzione amministrativa da lire 150.000 al lire 1.500.000>> (e cioè da 77,47 a 852,15 €) <<salvo che il fatto costituisca più grave reato>>, ad esempio nei casi di comunicazioni commerciali su social network, locandine ecc.…

D’altro canto, da questo punto di vista, interviene anche la fattispecie di pubblicità ingannevole.

In tema, l’art. 21 del c.d. Codice del Consumo (D.Lgs. 06/09/2005, n. 206), precisa che <<1. E’ considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni non rispondenti al vero o, seppure di fatto corretta, in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, induce o è idonea ad indurre in errore il consumatore medio riguardo ad uno o più dei seguenti elementi e, in ogni caso, lo induce o è idonea a indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso:
a) l’esistenza o la natura del prodotto;
b) le caratteristiche principali del prodotto,…>>

Ebbene, da questo punto di vista la denominazione “birra artigianale” risulta qualificante sia dal punto di vista della natura del prodotto che delle sue caratteristiche principali, come tali distintive e di definita percezione collettiva.

Parallelamente, l’art. 22 del Codice del Consumo stesso, non manca di vietare anche le mere condotte omissive.
Risulta infatti previsto espressamente che <<1. E’ considerata ingannevole>> anche <<una pratica commerciale che nella fattispecie concreta… omette informazioni rilevanti di cui il consumatore medio ha bisogno in tale contesto per prendere una decisione consapevole di natura commerciale e induce o è idonea ad indurre in tal modo il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso>>.

Il che porta a ritenere ingannevoli anche i casi in cui l’utilizzo del termine “Birra Artigianale” viene procurato in occasione di eventi nei quali risulta utilizzata (o presentata) anche birra che artigianale invece non è, senza debiti distinguo e differenziazioni in termini di spazi comunicativi e fisici.

Dal punto di vista sanzionatorio, fermi peraltro i diritti risarcitori, l’art. 27 del Codice del Consumo citato prevede che <<2. L’Autorità, d’ufficio o su istanza di ogni soggetto o organizzazione che ne abbia interesse, inibisce la continuazione delle pratiche commerciali scorrette e ne elimina gli effetti. … Per lo svolgimento dei compiti di cui al comma 1 l’Autorità può avvalersi della Guardia di finanza che agisce con i poteri ad essa attribuiti per l’accertamento dell’imposta sul valore aggiunto e dell’imposta sui redditi. …. … 4. In caso di inottemperanza, senza giustificato motivo, …, l’Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000,00 euro a 20.000,00 euro. Qualora le informazioni o la documentazione fornite non siano veritiere, l’Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000,00 euro a 40.000,00 euro. … 9. Con il provvedimento che vieta la pratica commerciale scorretta, l’Autorità dispone inoltre l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000,00 euro a 5.000.000 euro, tenuto conto della gravità e della durata della violazione>>.

Ciò tutto premesso, rientra nelle cure della scrivente Associazione Unionbirrai, in caso di indebito utilizzo della denominazione “birra artigianale” in questione, procedere ad immediata segnalazione alle autorità di vigilanza e repressione, ragion per cui, per il tramite della presente missiva, è intenzione caldeggiare l’attenzione sulla problematica sollevata ed invitare tutti i soggetti potenzialmente interessati al massimo rigore applicativo.

Distinti saluti.

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Comunicato Stampa su fiction Rai che discredita la Birra Artigianale

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COMUNICATO STAMPA
La birra artigianale italiana discreditata nella fiction “Tutto può succedere” in onda su RAI 1

Roma, 5 giugno 2017 – Il giorno 1 giugno, su RAI 1, alle 21.25, è andata in onda la fiction “Tutto può succedere”.

Succede, in effetti, di tutto. All’interno del programma si assiste ad una denigrazione della birra artigianale che questo Direttivo non può non stigmatizzare.

Nel botta e risposta tra due protagonisti – solo per fare un esempio “assaggia e dimmi se è potabile questa bevanda”, “fa schifo”-, vi si riconosce l’esplicito intento degli autori, in modo peraltro chiaramente decontestualizzato dalla trama, di far passare il messaggio per cui birra artigianale equivale a birra di scarsa qualità. Stante la diffusione nazionale del format televisivo (Share 18%, 4 milioni di spettatori), nonché la sua popolarità, pare ancora più evidente la volontà di gettare discredito su un prodotto che ad oggi rappresenta una delle eccellenze nell’ambito agroalimentare italiano, proprio per la selezione di ingredienti naturali di alta qualità e per il particolare processo produttivo che mira ad esaltarne il gusto ed il pregio organolettico.

La birra artigianale, che questa associazione di categoria tutela e diffonde da anni a livello nazionale e internazionale, rappresentando un punto di riferimento con 200 aziende associate, conta oltre 1000 etichette italiane ed impiega 2000 persone, che arrivano a toccare quota 4000 con l’indotto. Non solo. Il prodotto artigianale non si propone al consumatore con i medesimi standard seriali delle multinazionali. Per questo motivo la birra artigianale ha ricevuto adeguato riconoscimento anche dalla legge italiana che nel 2016 ne ha definito, tutelandolo, il metodo produttivo. L’aver inserito in una fiction di successo frasi quali quelle che abbiamo ascoltato e riportato testualmente, significa procurare un danno alle centinaia di piccoli produttori indipendenti di birra artigianale che, non senza difficoltà, si muovono per portare valore in ambito brassicolo.

Quanto avvenuto è per noi inqualificabile ed integra quegli estremi di gravità per il quale Unionbirrai si riserva il diritto di agire per via legale.

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Apre l’Help Desk dedicato ai birrifici associati

Birrifici Unionbirrai

Un nuovo servizio, riservato a tutti i birrifici associati a Unionbirrai, aperto da mercoledì 17 maggio 2017.

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UNIONBIRRAI da oggi Associazione di Categoria dei piccoli e indipendenti produttori di birra italiani.

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La data del 4 aprile 2017 andrà inserita fra quelle più importanti nella quasi ventennale vita di Unionbirrai e della birra artigianale italiana.  È, infatti, la data in cui i soci riuniti in assemblea hanno approvato il nuovo Statuto dell’Associazione, che, da oggi è a tutti gli effetti Associazione di Categoria dei piccoli e indipendenti produttori di birra italiani.

La vere novità, in sintesi, passeranno attraverso una nuova gestione manageriale, nuovi e veri servizi ai soci, attività di lobbying politica, attività sindacale e rapporti più forti con le istituzione (UB andrà ad accreditarsi in tutti i Ministeri) ed infine una grande campagna di comunicazione.

Essere un’associazione di categoria è il passo necessario per creare la vera tutela della birra artigianale italiana.

Assieme alla approvazione delle norme statutarie sono stati eletti i rappresentanti degli organi dirigenziali in carica per il 2017, previsti per la gestione dell’associazione, che avranno il compito di proporre un vero e proprio piano di lavoro di UB a partire dalla Campagna Associativa 2018.

Per il Consiglio Direttivo sono stati eletti: Alessio Selvaggio (che ricoprirà per l’anno in corso il ruolo di Direttore Generale) Vittorio Ferraris, Andrea Signorini, Andrea Soncini e Pietro Di Pilato.

Per il Comitato Paritetico Corsi/Concorsi sono stati eletti: Manila Benedetto, Alfonso Del Forno e Donato Di Palma.

Per il Collegio dei Probiviri sono stati eletti: Enrico Borio, Giampaolo Miotto e Ellis Topini, Bruno Carilli (supplente) e Alessio Facchini (supplente).

Lavorare insieme per vincere insieme!

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Legge di Bilancio, riduzione accise una beffa

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“La riduzione delle accise approvata dalla commissione Bilancio della Camera ha il
sapore della beffa”.
Così UNIONBIRRAI che chiede subito un’azione decisa sulle accise e sulla semplificazione fiscale
nei confronti dei microbirrifici.
Roma, 1 dicembre 2016 – Non si fa attendere la risposta di Unionbirrai alla recente approvazione da parte
della Commissione Bilancio della Camera dell’emendamento per l’alleggerimento delle accise nei
confronti dei birrifici che porterà alla riduzione da 3,04 a 3,02 per ettolitro e grado plato. Una misura che –
a detta del sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta – farà risparmiare oltre 14 milioni di euro di
imposte in meno in tre anni.
Per UB il risparmio suona come “una beffa di cui godrà sicuramente l’industria ma non il mondo dei
microbirrifici”. Secondo i calcoli dell’associazione, in base alla produzione media annua del settore, la
riduzione porterà ad un risparmio medio per azienda di circa 300 euro l’anno. Si tratta di un intervento
insoddisfacente che per Unionbirrai non solo “non porta a nulla di concreto, ma rischia di distrarre
l’attenzione dalle richieste più stringenti che insieme alla riduzione delle accise è rappresentata dalla
semplificazione delle procedure fiscali e burocratiche”.
Gli emendamenti, sostiene ancora UB, erano diversi e quasi tutti presentavano, oltre ad una richiesta di
riduzione concreta delle accise, anche la semplificazione e l’armonizzazione del prelievo in Italia rispetto
alle metodiche applicate negli altri Paesi europei. Così non è stato, anche se lo stesso Baretta ha
sottolineato che “con tutta probabilità al Senato saranno prese misure specifiche a favore dei microbirrifici,
dato che il Governo sull’esempio di quanto già intrapreso da altri Stati UE, vuole sostenere le produzioni
locali e le esperienze di artigianato dei produttori indipendenti”.
Unionbirrai auspica che nel passaggio al Senato la discussione entri nel merito della questione con un
intervento che faccia davvero la differenza e ponga le basi per una vera ed efficace semplificazione del
prelievo fiscale verso le aziende del settore.
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Unionbirrai in Parlamento con “Arka 8.16” e la questione accise

Unionbirrai con il progetto “Arka 8.16” approda con una storica degustazione di birre artigianali in Parlamento.

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Durante la conferenza stampa che ha preceduto la degustazione, il gruppo accise (Vittorio Ferraris e Giulio Marini) con il Direttore Simone Monetti ed il consigliere Alessio Selvaggio, hanno proposto il disegno di legge in tema di semplificazione fiscale e riduzione delle accise per il comparto artigianale.

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Continuate a seguirci, sarete aggiornati tempestivamente. E ricordate: #unitisivince!

 

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EBCU – da 25 anni, la voce dei consumatori europei di birra

Tutti conosciamo quale sia stato l’impatto che l’Unione europea ha avuto sulle nostre vite, e l’impatto nel settore della birra non fa eccezione. C’è però un gruppo che si batte per nostro conto.

 

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L’Unione Europea di Consumatori di Birra (EBCU) rappresenta le associazioni dei consumatori di birra in tutta Europa e quest’anno festeggia i 25 anni di attività

Tutto è cominciato quando un membro del CAMRA UK, Iain Loe, e un membro dell’OBP belga Joris Pattyn, si sono incontrati in un festival della birra nell’autunno del 1989. Dopo una lunga chiacchierata, hanno pensato che sarebbe stato bello se i gruppi esistenti di consumatori di birra europei si fossero riuniti in un unico organismo per l’azione congiunta. La primavera successiva, i rappresentanti di CAMRA e OBP sono stati raggiunti da PINTA dai Paesi Bassi per formare EBCU.

Nei primi anni il lavoro è stato quello di concordare un terreno comune. I problemi relativi ad ogni paese erano, e lo sono ancora oggi, assolutamente diversi. Ad esempio la questione della chiusura di molti pub era un problema del Regno Unito e non è stato trasformato iuna campagna collettiva. Purtroppo oggi molti altri paesi stanno affrontando lo stesso problema..

Ci sono voluti alcuni anni per decidere come l’associazione dovesse portare avanti le campagne di informazione, e nella metà degli anni ‘90 l’EBCU fece la prima campagna parlamentare europea, con un evento che potesse offrire un punto per poter parlare direttamente con i parlamentari europei e con chiunque altro coinvolto a livello comunitario. Si tratta di un evento che oggi ha cadenza annuale che fornisce una eccellente opportunità per fare attività di lobby.

Uno degli obiettivi chiave dell’EBCU è quello di aiutare le organizzazioni di consumatori di birra alle prime armi. La storia della Danimarca è stata un vero successo, con oltre 10.000 iscritti alla sua associazione di consumatori di birra, la Danske Olentusiaster (non male come risultato, contando che la popolazione totale è di solo 5,6 milioni). La crescita dei piccoli produttori e buona birra, in opposizione alle non pervenute lager è stata fenomenale, con più di 100 microbirrifici e brew pub, gran parte rappresentati al loro festival annuale della birra a Copenhagen attirando migliaia di bevitori.

Anche i finlandesi sono stati tra i primi ad entrare, anche se l’organizzazione che li rappresenta ora, Olutliitto, è una combinazione di diverse società di birra finlandesi. Spesso capita che l’ EBCU aiuti le nuove associazioni ospitando un incontro nel loro paese, come ad esempio con i finlandesi. Questo li ha portati ad organizzare un festival birrario, migliorando così il profilo dell’associazione. Ultimamente c’è stato un incontro a Dublino, che è stato ospitato dal nuovo membro, Beoir. L’Irlanda è un paese con un crescente interesse per la birra (che non sia la sola Stout) e negli ultimi anni sono nati molti nuovi birrifici. L’incontro ha creato un po ‘di movimento sui media, aiutando la piccola ma crecente organizzazione dei consumatori locale.

L’EBCU ora è composto da 13 paesi che inviano fino a due delegati al meeting. A loro volta eleggono un piccolo esecutivo di cinque persone (non stipendiate) che gestiscono l’organizzazione giornalmente. Gli incontri si svolgono ogni sei mesi e prevedono un percorso per la condivisione delle “best practice”, buone idee, aiuto e problematiche. Alla riunione irlandese, la Svezia ha sollevato le questioni circa le modifiche proposte nel monopolio statale della vendita di alcool, la Systembolaget, questione che avrebbe un impatto negativo sulla vita dei micro birrifici locali. Tutto ciò avrebbe una ulteriore influenza sulle vendite di birra danese importata e mostra così l’interazione delle possibili decisioni di un paese nei confronti di un altro.

Un altro ruolo chiave è quello di dare ai consumatori di birra europei una voce univoca, visto che deputati e commissari europei spesso preferiscono parlare con un unico organismo. L’attività di lobby è stata utile per aiutare i birrai belgi a combattere contro una proposta francese per quanto riguarda la birra ad alta contenuto di alcool, che avrebbe avuto un enorme impatto sulle importazioni dal Belgio in Francia. E ‘stato anche fondamentale per far conoscere nel Regno Unito, nel Belgio e nei Paesi Bassi le tasse a scalare, e assistere il Regno Unito con gli argomenti che hanno portato alla sua introduzione. Questo, naturalmente, ha aiutato la crescita dei micro birrifici di cui ora ìn UK si sta godendo.

Dunque, qual è l’importanza di EBCU oggi? Ha stabilito rapporti con l’associazione Brewers of Europe e lo European Beer Club di deputati, che prevede canali di comunicazione utili. Al momento, una campagna è incentrata attorno al manifesto concordato, che riguarda costi, la varietà di birra e l’informazione per i consumatori di birra. Inutile dire che questo include il discorso delle accise, dove il problema è particolarmente sentito nei paesi nordici. La posizione presa è che la birra è una bevanda popolare dal basso tenore alcolico per ogni occasione. Per quanto riguarda l’informazione, il lavoro va fatto sull’etichettatura, qualcosa su cui che l’Unione europea sta lavorando. EBCU sta facendo pressione per etichette che mostrino obbligatoriamente gli ingredienti, chi produce la birra e il luogo d’origine; ci sono stati un sacco di casi in tutta Europa, dove una birra prodotta in un paese, risulta appartenente ad un altro. Al centro di tutto, c’è la convinzione che i consumatori di birra devono avere una voce e insieme, possiamo essere più forti!

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