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L’annuncio ufficiale di importanti operazioni riguardanti il capitale societario di due tra i più rappresentativi  produttori del comparto artigianale italiano, Toccalmatto e Birrificio del Ducato, ha sollevato molte domande sull’applicabilità dei termini “indipendente” e “produttore di birra artigianale”.

Sebbene differenti nelle modalità, per Toccalmatto ancora da valutare nel dettaglio in quanto l’operazione non è stata formalmente completata, entrambi i casi ci comunicano la scelta di ricorrere a capitali esterni, sotto forma di acquisizione diretta di quote o di scambi inter-societari, per poter garantire la copertura e lo sviluppo degli investimenti degli ultimi anni.

A seguito di queste operazioni, possono i birrifici in questione mantenere lo stato di “piccoli produttori indipendenti” e di conseguenza continuare a definire “artigianale” la birra da loro prodotta?

Il nuovo comma 4bis dell’art. 2 della legge 16 agosto 1962, che sancisce la definizione di birra artigianale, recita:

“…ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, …”

recependo in toto quanto sancito dalla direttiva comunitaria del 1992 (92/83/CEE):

“…si intende per «piccola birreria indipendente» una birreria che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi birreria,…”

Alla luce di questi presupposti di legge, il Birrificio del Ducato, in base allo statuto già depositato e ai criteri e alle condizioni di decisione all’interno del suo Consiglio di Amministrazione (atti pubblici e consultabili), risulta non più legalmente ed economicamente indipendente, tra l’altro rispetto ad un birrificio estero oggettivamente Industriale; perciò, la birra prodotta presso il Birrificio del Ducato non costituisce “birra artigianale”, denominazione legale il cui utilizzo risulta vietato al birrificio stesso (divieto in realtà risalente alla data delle modifiche dell’assetto societario, e quindi dal 9 Dicembre 2016) in tutte le operazioni commerciali, eventi, comunicazioni, pubblicazioni ecc…, pena le conseguenze di cui alla nostra comunicazione del 28 Giugno.

Fatta questa doverosa premessa, preme soprattutto esaminare e prendere coscienza di come questi accadimenti oggi rappresentino un segnale di allarme ed influenzino in modo sostanziale l’andamento del mercato della birra artigianale in Italia.

E’ innegabile che quote di mercato acquisite con grande impegno e sacrificio da parte dei Birrifici Artigianali Italiani stiano ritornando nelle mani di multinazionali della birra.

Pertanto è dovere e compito di Unionbirrai richiamare l’attenzione sugli aspetti salienti che hanno dato origine a questi fenomeni e confermare gli obiettivi che, all’atto della costituzione dell’Associazione, sono stati condivisi e approvati all’unanimità dai soggetti produttori costituenti.
A) Identità: chiarezza e fermezza

La nuova Associazione di categoria Unionbirrai è stata costituita per volontà unanime dei Piccoli Produttori Indipendenti che ne hanno forgiato lo statuto sottoscrivendo un codice etico e condividendo obiettivi precisi per lo sviluppo e la tutela del comparto.

I criteri di produttività artigianale ed indipendenza devono essere difesi costantemente, con assoluta determinazione, combattendo ogni tentativo di prevaricazione e di indebita confusione. E’ nostro compito primario, infatti, tracciare confini e aiutare il consumatore ad essere sempre più avveduto.

La legge sulla birra artigianale, del resto, detta parametri precisi sull’utilizzo dei termini “indipendenza” e “birra artigianale”, ma molti (organizzatori di eventi, rivenditori, mezzi di comunicazione ecc….) paiono dimenticarsene o, addirittura, farne uso volutamente improprio.

Unionbirrai sta presidiando questa situazione con grande attenzione intervenendo su tutti i fronti per garantire stabilità e correttezza; i tavoli di discussione e pianificazione delle azioni necessarie si sono oramai allargati oltre i confini italiani ed europei riunendo le associazioni di categoria di moltissimi Paesi a testimonianza che la sensibilità su queste problematiche è molto diffusa e condivisa.

Diventa quindi fondamentale che, sotto questo punto di vista, tutte le associazioni culturali nazionali prendano maggior coscienza di questo aspetto, e si uniscano nella strategia fondamentale della descritta “chiarezza e fermezza”, evitando di proporre visioni deboli ed edulcorate del fenomeno, oramai evidente, di contrapposizione netta tra Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani ed Industria (comprese, ovviamente, surrettizie articolazioni).

La Birra Artigianale Italiana non deve essere seconda a nessuno e la consapevolezza di questo fatto è il primo tassello della crescita.

B) Semplificazione degli assetti di deposito fiscale e battaglia per agevolazioni fiscali

La redditività delle nostre imprese è anche funzione di assetti organizzativi semplici e funzionali.

Diventa quindi fondamentale mantenere una concentrazione molto elevata nei rapporti con le Istituzioni (Parlamento, ministeri di competenza e organi di verifica e controllo) per continuare a perseguire i seguenti obiettivi:
− semplificazione dei depositi fiscali per i Piccoli Birrifici Indipendenti
− sgravi fiscali (aliquote agevolate) come da Direttive Comunitarie
− normative chiare e applicabili per l’export

Il comparto ha bisogno di un impianto di legge che tratti questi temi in modo univoco secondo le esigenze e le dimensioni del nostro settore di impresa, garantendo a tutti una modalità di lavoro chiara e snella.

C) Analisi effettiva del mercato

Unionbirrai si sta dedicando ad un censimento dei Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani per raccogliere le informazioni economiche e strutturali necessarie per una visione di insieme del mercato. A breve verrà trasmesso un questionario, cui tutti i birrifici sono invitati a rispondere.

Le analisi di queste informazioni ci daranno uno spaccato della effettiva realtà brassicola italiana che potrà guidarci nelle iniziative del futuro, sia di supporto economico che strategico ad un comparto, troppo spesso considerato aprioristicamente florido, ma che da ultimo invece manifesta chiari segnali di debolezza e contraddizione.

D) Continua ricerca della qualità.

L’obiettivo di una produzione brassicola di alta qualità deve essere condiviso da tutti gli associati.
A tal scopo Unionbirrai sta predisponendo organismi consultivi nei quali possano partecipare esponenti di tutti i soggetti della filiera, al fine di creare insieme strategie condivise.

Il primo passo fondamentale consiste nella formazione continua. Già ora, per Unionbirrai, come da statuto, esiste un obbligo formativo annuale minimo. Da Settembre riprenderanno i corsi per i soci produttori.

Preparazione personale, duttilità, fantasia applicativa debbono diventare sempre più la nostra forza affinché la birra artigianale italiana diventi realmente sinonimo di qualità assoluta.
Unionbirrai: indipendenti ma uniti si vince!