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Delibera del Consiglio Direttivo Unionbirrai del 14/07/2017

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Verbale di riunione del Consiglio Direttivo Unionbirrai del 14/07/2017
In data 14/07/2017 si riunisce il Consiglio Direttivo di Unionbirrai tramite teleconferenza.

Intervengono il Direttore del Consiglio Direttivo Alessio Selvaggio, i Consiglieri Pietro Di Pilato, Vittorio Ferraris, Andrea Signorini, Andrea Soncini e il Direttore Operativo Simone Monetti.

All’Ordine del Giorno : commenti apparsi su social network Facebook su iscrizione del Birrificio Croce di Malto ad Assobirrra – ipotizzato conflitto di interessi del Direttore Alessio Selvaggio.

La riunione inizia alle ore 10,00

Il Direttore Alessio Selvaggio, dichiarando di recepire anticipatamente ogni decisione che venisse presa dal Consiglio Direttivo, si astiene dalla trattazione e abbandona la sessione alle ore 10,05.

I Consiglieri, dopo attento esame della materia in oggetto, deliberano quanto segue:

“Acquisite informazioni in ordine al rapporto tra l’Associato Birrificio Croce di Malto e la associazione Assobirra, ferma ogni prerogativa di maggior istruttoria futura se del caso, si rileva quanto segue:
a) in data 4.4.17 l’Assemblea degli Associati ha deliberato la trasformazione di UB in associazione di categoria, approvandone il nuovo relativo Statuto, dal quale emerge, esattamente, all’art. 5 comma 1 terzo capoverso, che è fatto obbligo agli associati,di <<astenersi>> <<dall’aderire ad altre associazioni portatrici di finalità contrastanti o conflittuali o in tutto o in parte incompatibili con quelle di “UB”>>.
b) stante la composizione associativa, le finalità, l’oggetto e gli altri elementi connotanti acquisiti, Assobirra si configura come associazione rispetto alla quale sussiste detto obbligo di astensione;
c) successivamente alla modifica statutaria citata non risulta che il Birrificio Croce di Malto abbia aderito ad Assobirra
d) in rapporto alla pregressa iscrizione, risulta che il Birrificio Croce di Malto, il giorno stesso successivo rispetto alla trasformazione di UB e cennata approvazione del nuovo assetto statutario, ovvero il 5.4.17, abbia trasmesso comunicazione formale tramite mail ad Assobirra sottolineando che <<con la presente manifestiamo la volontà di uscire dall’associazione con effetto immediato>>,
e) E’ infine bene precisare che la detta volontà di recedere da Assobirra risulta in effetti anche essere stata manifestata da Croce di Malto addirittura già in precedenza, a quanto riferito direttamente dall’amministratore di Croce di Malto stesso sig. Federico Casari, in particolare a partire dall’anno associativo 2016, anno rispetto al quale, ed a partire dal quale, infatti, Croce di Malto non ha più pagato la quota associativa in Assobirra

Ciò tutto premesso, all’unanimità dei presenti il Consiglio delibera che non sussiste, nè si configura, violazione alcuna dei doveri associativi a carico del Birrificio Croce di Malto.

In rapporto all’ipotizzata situazione di condizionamento a carico del Direttore AlessioSelvaggio (socio del Birrificio Croce di Malto stesso) derivate dalla precedente iscrizione del Birrificio Croce di Malto ad Assobirra, fermo quanto sopra, si rileva quanto segue:

a) Alessio Selvaggio non riveste né ha mai rivestito cariche in Assobirra.
c) Alessio Selvaggio non ha intrattenuto rapporti contrattuali o svolto attività alcuna per incarico di Assobirra;
d) Alessio Selvaggio non ha mai percepito compenso alcuno da Assobirra:
e) la adesione del Birrificio Croce di Malto ad Assobirra è precedente alla trasformazione di UB in associazione di categoria e, quindi, non si è mai configurato, non si configura nè si può configurare in avvenire, in rapporto alla attuale carica di Direttore rivestita in UB, alla luce del nuovo assetto statutario, elemento alcuno che possa anche solo lontanamente integrare suo impedimento o condizionamento personale;

Ciò tutto premesso, all’unanimità il Consiglio delibera che non sussiste, nè si configura, alcun conflitto di interessi. Stigmatizza le esternazioni sui social di cui in premessa. Invita il Direttore Operativo Simone Monetti a segnalare ogni qualsivoglia analoga esternazione futura, anche prettamente informale, atta a sollevare malanimo o sospetto in rapporto alle descritte situazioni, siccome indirettamente implicante un danno al buon nome di UB. Lo invita altresì a verificare che dal sito Assobirra venga stralciata l’indicazione, tuttora erroneamente figurante, del Birrificio Croce di Malto quale associato, ed a verificare che tutti gli associati ad UB non risultino eventualmente iscritti ad Assobirra, nel qual caso, semmai invitandoli a procedere tempestivamente, qualora non lo avessero ancora fatto, a dar immediato debito recesso da Assobirra stessa”.

La riunione termina alle ore 12,30

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Indipendenza e Artigianalità: riflessioni sui fatti recenti

bicchieri

L’annuncio ufficiale di importanti operazioni riguardanti il capitale societario di due tra i più rappresentativi  produttori del comparto artigianale italiano, Toccalmatto e Birrificio del Ducato, ha sollevato molte domande sull’applicabilità dei termini “indipendente” e “produttore di birra artigianale”.

Sebbene differenti nelle modalità, per Toccalmatto ancora da valutare nel dettaglio in quanto l’operazione non è stata formalmente completata, entrambi i casi ci comunicano la scelta di ricorrere a capitali esterni, sotto forma di acquisizione diretta di quote o di scambi inter-societari, per poter garantire la copertura e lo sviluppo degli investimenti degli ultimi anni.

A seguito di queste operazioni, possono i birrifici in questione mantenere lo stato di “piccoli produttori indipendenti” e di conseguenza continuare a definire “artigianale” la birra da loro prodotta?

Il nuovo comma 4bis dell’art. 2 della legge 16 agosto 1962, che sancisce la definizione di birra artigianale, recita:

“…ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, …”

recependo in toto quanto sancito dalla direttiva comunitaria del 1992 (92/83/CEE):

“…si intende per «piccola birreria indipendente» una birreria che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi birreria,…”

Alla luce di questi presupposti di legge, il Birrificio del Ducato, in base allo statuto già depositato e ai criteri e alle condizioni di decisione all’interno del suo Consiglio di Amministrazione (atti pubblici e consultabili), risulta non più legalmente ed economicamente indipendente, tra l’altro rispetto ad un birrificio estero oggettivamente Industriale; perciò, la birra prodotta presso il Birrificio del Ducato non costituisce “birra artigianale”, denominazione legale il cui utilizzo risulta vietato al birrificio stesso (divieto in realtà risalente alla data delle modifiche dell’assetto societario, e quindi dal 9 Dicembre 2016) in tutte le operazioni commerciali, eventi, comunicazioni, pubblicazioni ecc…, pena le conseguenze di cui alla nostra comunicazione del 28 Giugno.

Fatta questa doverosa premessa, preme soprattutto esaminare e prendere coscienza di come questi accadimenti oggi rappresentino un segnale di allarme ed influenzino in modo sostanziale l’andamento del mercato della birra artigianale in Italia.

E’ innegabile che quote di mercato acquisite con grande impegno e sacrificio da parte dei Birrifici Artigianali Italiani stiano ritornando nelle mani di multinazionali della birra.

Pertanto è dovere e compito di Unionbirrai richiamare l’attenzione sugli aspetti salienti che hanno dato origine a questi fenomeni e confermare gli obiettivi che, all’atto della costituzione dell’Associazione, sono stati condivisi e approvati all’unanimità dai soggetti produttori costituenti.
A) Identità: chiarezza e fermezza

La nuova Associazione di categoria Unionbirrai è stata costituita per volontà unanime dei Piccoli Produttori Indipendenti che ne hanno forgiato lo statuto sottoscrivendo un codice etico e condividendo obiettivi precisi per lo sviluppo e la tutela del comparto.

I criteri di produttività artigianale ed indipendenza devono essere difesi costantemente, con assoluta determinazione, combattendo ogni tentativo di prevaricazione e di indebita confusione. E’ nostro compito primario, infatti, tracciare confini e aiutare il consumatore ad essere sempre più avveduto.

La legge sulla birra artigianale, del resto, detta parametri precisi sull’utilizzo dei termini “indipendenza” e “birra artigianale”, ma molti (organizzatori di eventi, rivenditori, mezzi di comunicazione ecc….) paiono dimenticarsene o, addirittura, farne uso volutamente improprio.

Unionbirrai sta presidiando questa situazione con grande attenzione intervenendo su tutti i fronti per garantire stabilità e correttezza; i tavoli di discussione e pianificazione delle azioni necessarie si sono oramai allargati oltre i confini italiani ed europei riunendo le associazioni di categoria di moltissimi Paesi a testimonianza che la sensibilità su queste problematiche è molto diffusa e condivisa.

Diventa quindi fondamentale che, sotto questo punto di vista, tutte le associazioni culturali nazionali prendano maggior coscienza di questo aspetto, e si uniscano nella strategia fondamentale della descritta “chiarezza e fermezza”, evitando di proporre visioni deboli ed edulcorate del fenomeno, oramai evidente, di contrapposizione netta tra Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani ed Industria (comprese, ovviamente, surrettizie articolazioni).

La Birra Artigianale Italiana non deve essere seconda a nessuno e la consapevolezza di questo fatto è il primo tassello della crescita.

B) Semplificazione degli assetti di deposito fiscale e battaglia per agevolazioni fiscali

La redditività delle nostre imprese è anche funzione di assetti organizzativi semplici e funzionali.

Diventa quindi fondamentale mantenere una concentrazione molto elevata nei rapporti con le Istituzioni (Parlamento, ministeri di competenza e organi di verifica e controllo) per continuare a perseguire i seguenti obiettivi:
− semplificazione dei depositi fiscali per i Piccoli Birrifici Indipendenti
− sgravi fiscali (aliquote agevolate) come da Direttive Comunitarie
− normative chiare e applicabili per l’export

Il comparto ha bisogno di un impianto di legge che tratti questi temi in modo univoco secondo le esigenze e le dimensioni del nostro settore di impresa, garantendo a tutti una modalità di lavoro chiara e snella.

C) Analisi effettiva del mercato

Unionbirrai si sta dedicando ad un censimento dei Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani per raccogliere le informazioni economiche e strutturali necessarie per una visione di insieme del mercato. A breve verrà trasmesso un questionario, cui tutti i birrifici sono invitati a rispondere.

Le analisi di queste informazioni ci daranno uno spaccato della effettiva realtà brassicola italiana che potrà guidarci nelle iniziative del futuro, sia di supporto economico che strategico ad un comparto, troppo spesso considerato aprioristicamente florido, ma che da ultimo invece manifesta chiari segnali di debolezza e contraddizione.

D) Continua ricerca della qualità.

L’obiettivo di una produzione brassicola di alta qualità deve essere condiviso da tutti gli associati.
A tal scopo Unionbirrai sta predisponendo organismi consultivi nei quali possano partecipare esponenti di tutti i soggetti della filiera, al fine di creare insieme strategie condivise.

Il primo passo fondamentale consiste nella formazione continua. Già ora, per Unionbirrai, come da statuto, esiste un obbligo formativo annuale minimo. Da Settembre riprenderanno i corsi per i soci produttori.

Preparazione personale, duttilità, fantasia applicativa debbono diventare sempre più la nostra forza affinché la birra artigianale italiana diventi realmente sinonimo di qualità assoluta.
Unionbirrai: indipendenti ma uniti si vince!

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Corretto utilizzo della dicitura “Birra Artigianale”

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Come noto il Parlamento del nostro paese ha approvato quasi un anno fa la Legge 154/2016, che ha introdotto la definizione di prodotto “Birra Artigianale”.

A questo proposito Unionbirrai ritiene quanto mai opportuno che tale definizione sia utilizzata correttamente in tutte le situazioni in cui La Birra Artigianale venga presentata al pubblico, tramite etichettatura, siti internet, comunicazioni di eventi, presentazione a scaffale e altro, a tutela dei Piccoli Produttori Indipendenti di Birra e dei consumatori.

Di seguito riportiamo la comunicazione che, da qui in avanti, invieremo in tutti i casi si rendesse necessario intervenire come Associazione Unionbirrai nel rilevare un uso improprio del termine “Birra Artigianale”

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OGGETTO : Impiego lecito della dicitura “Birra Artigianale” in locandine, sui social network, ed in ogni forma di comunicazione commerciale o rivolta comunque al pubblico

La scrivente associazione Unionbirrai <<ha per scopo il coordinamento, la tutela, la promozione, la salvaguardia e la rappresentanza collettiva dei Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani (PBII)>> (art. 1 comma 4 Statuto), cioè dei piccoli produttori di “birra artigianale”, come definita ai sensi dell’art.2 comma 4 bis L. 16/08/1962, n. 1354 (comma aggiunto dall’art. 35, comma 1, L. 154/16).

L’associazione stessa <<è organismo di tutela di categoria nei rapporti con le istituzioni pubbliche e private, nelle iniziative giudiziali e, più in generale, in ogni iniziativa, anche giudiziale, che possa perseguire un’utilità diretta od indiretta per i Piccoli Birrifici Indipendenti Italiani, singoli o nella loro collettività>> (art. 1 Statuto comma 5).

In quest’ottica di rappresentanza unitaria su base nazionale, in relazione alla tematica di cui all’oggetto, ci sentiamo in dovere, di sottolineare quanto segue.

L’art. 2 Legge 16.8.1962, come modificata dall’art. 35, comma 1, L. 28 luglio 2016, n. 154, prevede, esattamente al comma 4-bis, che <<Si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione. Ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi >>.

Detta definizione si traduce nel divieto, in occasione di somministrazione o vendita o comunque in ogni altro caso di immissione in commercio, di utilizzare la denominazione “birra artigianale”, se non nei casi di prodotto aderente alla definizione stessa.

In caso contrario trovano applicazioni le sanzioni previste dalla L. 1354/62 stessa implicante, in particolare, all’art. 27 primo comma, <<la sanzione amministrativa da lire 150.000 a lire 3.000.000>> (equivalenti ad € da 77,47 a 1549,37).

A ciò si aggiunga la sanzione di cui al 5° comma per tutti i casi di utilizzo comunque improprio della denominazione in questione, ovvero <<la sanzione amministrativa da lire 150.000 al lire 1.500.000>> (e cioè da 77,47 a 852,15 €) <<salvo che il fatto costituisca più grave reato>>, ad esempio nei casi di comunicazioni commerciali su social network, locandine ecc.…

D’altro canto, da questo punto di vista, interviene anche la fattispecie di pubblicità ingannevole.

In tema, l’art. 21 del c.d. Codice del Consumo (D.Lgs. 06/09/2005, n. 206), precisa che <<1. E’ considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni non rispondenti al vero o, seppure di fatto corretta, in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, induce o è idonea ad indurre in errore il consumatore medio riguardo ad uno o più dei seguenti elementi e, in ogni caso, lo induce o è idonea a indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso:
a) l’esistenza o la natura del prodotto;
b) le caratteristiche principali del prodotto,…>>

Ebbene, da questo punto di vista la denominazione “birra artigianale” risulta qualificante sia dal punto di vista della natura del prodotto che delle sue caratteristiche principali, come tali distintive e di definita percezione collettiva.

Parallelamente, l’art. 22 del Codice del Consumo stesso, non manca di vietare anche le mere condotte omissive.
Risulta infatti previsto espressamente che <<1. E’ considerata ingannevole>> anche <<una pratica commerciale che nella fattispecie concreta… omette informazioni rilevanti di cui il consumatore medio ha bisogno in tale contesto per prendere una decisione consapevole di natura commerciale e induce o è idonea ad indurre in tal modo il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso>>.

Il che porta a ritenere ingannevoli anche i casi in cui l’utilizzo del termine “Birra Artigianale” viene procurato in occasione di eventi nei quali risulta utilizzata (o presentata) anche birra che artigianale invece non è, senza debiti distinguo e differenziazioni in termini di spazi comunicativi e fisici.

Dal punto di vista sanzionatorio, fermi peraltro i diritti risarcitori, l’art. 27 del Codice del Consumo citato prevede che <<2. L’Autorità, d’ufficio o su istanza di ogni soggetto o organizzazione che ne abbia interesse, inibisce la continuazione delle pratiche commerciali scorrette e ne elimina gli effetti. … Per lo svolgimento dei compiti di cui al comma 1 l’Autorità può avvalersi della Guardia di finanza che agisce con i poteri ad essa attribuiti per l’accertamento dell’imposta sul valore aggiunto e dell’imposta sui redditi. …. … 4. In caso di inottemperanza, senza giustificato motivo, …, l’Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000,00 euro a 20.000,00 euro. Qualora le informazioni o la documentazione fornite non siano veritiere, l’Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000,00 euro a 40.000,00 euro. … 9. Con il provvedimento che vieta la pratica commerciale scorretta, l’Autorità dispone inoltre l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000,00 euro a 5.000.000 euro, tenuto conto della gravità e della durata della violazione>>.

Ciò tutto premesso, rientra nelle cure della scrivente Associazione Unionbirrai, in caso di indebito utilizzo della denominazione “birra artigianale” in questione, procedere ad immediata segnalazione alle autorità di vigilanza e repressione, ragion per cui, per il tramite della presente missiva, è intenzione caldeggiare l’attenzione sulla problematica sollevata ed invitare tutti i soggetti potenzialmente interessati al massimo rigore applicativo.

Distinti saluti.

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Comunicato Stampa su fiction Rai che discredita la Birra Artigianale

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COMUNICATO STAMPA
La birra artigianale italiana discreditata nella fiction “Tutto può succedere” in onda su RAI 1

Roma, 5 giugno 2017 – Il giorno 1 giugno, su RAI 1, alle 21.25, è andata in onda la fiction “Tutto può succedere”.

Succede, in effetti, di tutto. All’interno del programma si assiste ad una denigrazione della birra artigianale che questo Direttivo non può non stigmatizzare.

Nel botta e risposta tra due protagonisti – solo per fare un esempio “assaggia e dimmi se è potabile questa bevanda”, “fa schifo”-, vi si riconosce l’esplicito intento degli autori, in modo peraltro chiaramente decontestualizzato dalla trama, di far passare il messaggio per cui birra artigianale equivale a birra di scarsa qualità. Stante la diffusione nazionale del format televisivo (Share 18%, 4 milioni di spettatori), nonché la sua popolarità, pare ancora più evidente la volontà di gettare discredito su un prodotto che ad oggi rappresenta una delle eccellenze nell’ambito agroalimentare italiano, proprio per la selezione di ingredienti naturali di alta qualità e per il particolare processo produttivo che mira ad esaltarne il gusto ed il pregio organolettico.

La birra artigianale, che questa associazione di categoria tutela e diffonde da anni a livello nazionale e internazionale, rappresentando un punto di riferimento con 200 aziende associate, conta oltre 1000 etichette italiane ed impiega 2000 persone, che arrivano a toccare quota 4000 con l’indotto. Non solo. Il prodotto artigianale non si propone al consumatore con i medesimi standard seriali delle multinazionali. Per questo motivo la birra artigianale ha ricevuto adeguato riconoscimento anche dalla legge italiana che nel 2016 ne ha definito, tutelandolo, il metodo produttivo. L’aver inserito in una fiction di successo frasi quali quelle che abbiamo ascoltato e riportato testualmente, significa procurare un danno alle centinaia di piccoli produttori indipendenti di birra artigianale che, non senza difficoltà, si muovono per portare valore in ambito brassicolo.

Quanto avvenuto è per noi inqualificabile ed integra quegli estremi di gravità per il quale Unionbirrai si riserva il diritto di agire per via legale.

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Apre l’Help Desk dedicato ai birrifici associati

Birrifici Unionbirrai

Un nuovo servizio, riservato a tutti i birrifici associati a Unionbirrai, aperto da mercoledì 17 maggio 2017.

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Legge di Bilancio, riduzione accise una beffa

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“La riduzione delle accise approvata dalla commissione Bilancio della Camera ha il
sapore della beffa”.
Così UNIONBIRRAI che chiede subito un’azione decisa sulle accise e sulla semplificazione fiscale
nei confronti dei microbirrifici.
Roma, 1 dicembre 2016 – Non si fa attendere la risposta di Unionbirrai alla recente approvazione da parte
della Commissione Bilancio della Camera dell’emendamento per l’alleggerimento delle accise nei
confronti dei birrifici che porterà alla riduzione da 3,04 a 3,02 per ettolitro e grado plato. Una misura che –
a detta del sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta – farà risparmiare oltre 14 milioni di euro di
imposte in meno in tre anni.
Per UB il risparmio suona come “una beffa di cui godrà sicuramente l’industria ma non il mondo dei
microbirrifici”. Secondo i calcoli dell’associazione, in base alla produzione media annua del settore, la
riduzione porterà ad un risparmio medio per azienda di circa 300 euro l’anno. Si tratta di un intervento
insoddisfacente che per Unionbirrai non solo “non porta a nulla di concreto, ma rischia di distrarre
l’attenzione dalle richieste più stringenti che insieme alla riduzione delle accise è rappresentata dalla
semplificazione delle procedure fiscali e burocratiche”.
Gli emendamenti, sostiene ancora UB, erano diversi e quasi tutti presentavano, oltre ad una richiesta di
riduzione concreta delle accise, anche la semplificazione e l’armonizzazione del prelievo in Italia rispetto
alle metodiche applicate negli altri Paesi europei. Così non è stato, anche se lo stesso Baretta ha
sottolineato che “con tutta probabilità al Senato saranno prese misure specifiche a favore dei microbirrifici,
dato che il Governo sull’esempio di quanto già intrapreso da altri Stati UE, vuole sostenere le produzioni
locali e le esperienze di artigianato dei produttori indipendenti”.
Unionbirrai auspica che nel passaggio al Senato la discussione entri nel merito della questione con un
intervento che faccia davvero la differenza e ponga le basi per una vera ed efficace semplificazione del
prelievo fiscale verso le aziende del settore.
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Birra dell’Anno 2016 On Tour!

Locandina BDA on Tour 2016 x Facebook (2)

Torna la tournee delle birre premiate a Birra dell’Anno 2016, accompagnate in giro per l’Italia (e non solo…) dai loro creatori e ospitate dai migliori publican! Segui le nuove date sui nostri social!

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La forma dell’acqua, questa sconosciuta

 

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Corso dedicato ai produttori di birra che affronta uno degli argomenti più importanti per il birraio, ovvero l’incidenza delle caratteristiche dell’acqua sul prodotto finito.

Data e orario : Mercoledì 21 settembre 2016, ore 9-17

Sede del corso: Admiral Park Hotel, Via Fontanella 3, 40069 Zola Predosa (BO)

www.admiralparkhotel.com

Relatore: Flavio Boero

Quota di partecipazione: Soci Ub € 120, non soci € 150

Iscrizioni online compilando il seguente MODULO

 

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Birra dell’Anno 2017, XII Edizione…Iscrizioni chiuse!

 

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Chiuse le iscrizioni alla XII Edizione di Birra dell’Anno, il concorso che premia le migliori birre artigianali italiane!

Attendiamo tutti alla Cerimonia di Premiazione, che si terrà il giorno Sabato 18 febbraio 2017 alle ore 14 sul Palco Centrale della Beer Arena, Pad . C5, presso Beer Attraction Rimini!

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Corso Degustazione Birra 1° livello a Bologna//Il Punto 3 febbraio 2016

Una nuova edizione del corso di degustazione di 1° livello ospitata da “Il Punto”, con prima lezione il 3 febbraio 2016.

Tutte le info sulla locandina, iscrizioni On Line compilando il MODULO

bologna

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